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Il Buio della Mente diventa Oscurità in Camera da Letto

Come il Covid ha mutato la percezione delle malattie sessualmente trasmissibili, derubricandole a innocui raffreddori di stagione

Di Montel

14 Gennaio 2022

Il Buio bella Mente diventa Oscurità in Camera da Letto

fonte: pixabay

Per chiunque stia vivendo i nostri giorni in stato di veglia completa, che costui sia un coltivatore diretto, un operaio specializzato al tornio, un aristocratico toscano che pigia il vino con i suoi stessi piedi o un medico pneumologo di quarantasette anni, aiuto primario, che ha perso il suo lavoro in ospedale perché non ha accettato l’obbligo vaccinale -né come esperto della materia né come cittadino-, per chiunque di essi, dicevo, sono pressoché infinite le dimostrazioni empiriche, scientifiche e filosofiche che dimostrano lo stato di obnubilazione di quanti, invece, siano caduti nella trance indotta dal combinato disposto di televisioni, giornali, assurdità giuridiche, comandi di metafisica imbecillità e sedicenti cultori della materia saltati fuori dal cilindro dello show business.

Lo abbiamo scritto, ma vale la pena ricordarlo: quando parliamo di trance, o ipnosi che dir si voglia, e del suo stato opposto, la lucidità mentale, la veglia dell’anima, non è nostra intenzione dividere il mondo in stupidi e intelligenti, in allocchi e furbi, in stolti e colti, in buoni e cattivi. Vale la pena ripetere che il numero e l’etero-provenienza di quanti non riescano a razionalizzare i fatti o i dati statistici legati all’epidemia di COVID-19, benché essi siano costantemente aggiornati, pubblicati dall’ISS o dal ministero della salute americano o dal Governo di Sua Maestà la Regina, il numero degli im-bambolati e la loro varia estrazione, dicevo, ci confermano la trasversalità del fenomeno ipnotico.

Da par mio, conosco persone ben più che adulte, persone che sanno far di conto, parlare correttamente tre lingue e cucinare come uno chef molecolare, che ancora ripetono a pappagallo la panzana “Chi non è vaccinato infetta gli altri, chi-non-è-vaccinato-infetta-gli-altri, chinonèvaccinatoinfettaglialtri” e che lo fanno a dispetto del fatto che pure i più assertivi propugnatori della totale salubrità del “vaccino” (indimostrabile, ad oggi, dal punto di vista scientifico) siano unanimi e concordi nell’AFFERMARE il CONSTRARIO, ovvero che NON è così, e che il “vaccino” è SOLO uno presidio medico PERSONALE, efficace o rischioso che sia, che ottempera al suo mandato nell’organismo di ciascuno, senza limitare di un solo grado percentile la diffusione del virus.

Che lungo cappello, per la notizia che sto per darvi. Me ne scuso ma, a mia volta, da queste pagine che mi ospitano, non so sottrarmi alla responsabilità di scrollare amici, conoscenti e perfetti estranei dal sonno della ragione nel quale sono scivolati, dal torpore della coscienza, da questo stato di suggestione catatonica di cui sociologi molto più titolati di me hanno già lungamente parlato, argomentando meglio di come farei io da qui.

La notizia, dunque? Eccola! Una notizia dai contorni pruriginosi, se non altro, a parziale indennizzo della verbosa premessa.

Avete presente le chat come Grindr, Tinder et similia. So che sapete di cosa si tratta, ma lo spiego per quelli che sono stati in coma per dieci anni, fino a ieri, e si sono svegliati stanotte (poveretti!: giusto in tempo per vedere una faina a guardia del Governo pollaio e qualche centinaio di polli -non tutti, a dire il vero- che si sentono aquile o sono timidi come pulcini, fanno la ruota come pavoni, sono aggressivi quanto le anatre e fanno il baccano delle oche). Ebbene: le chat di incontri sono anti-camere, un po’ come quelle dei Re e delle Regine ma meno ridondanti di specchiere e ritratti, sono “luoghi” dove prendere accordi su appuntamenti che, si spera, saranno così galanti da diventare erotici. Vale la pena che dica subito che io amo le chat per incontri, e che le amo come amo tutto ciò che esiste nel mondo ed è strumentale alla soddisfazione di liberi desideri fra creature senzienti, proprio come amo i ristoranti eritrei -seppure io non mangi carne- o i saloni per tatoo -a dispetto del fatto che non mi sia mai fatto tatuare-. Non ho bisogno di pormi alcun quesito morale, MAI, su quanto riguardi quello che fa la gente, col suo corpo, senza che ciò influisca sulla vita altrui o la mia. Casomai, posso avere delle riserve est-etiche, questo è possibile, ma non diverse da quelle che mi suscitano le scelte di stile degli altri, il colore dei loro divani o il modello di sneakers che indossano: non mi riguardano; punto.

Ebbene, sui profili delle chat, fra le varie informazioni che è possibile specificare ci sono, ovviamente, le preferenze di posizione, i ruoli prediletti, i propri capricci sensuali e, ovviamente, il proprio stato di salute e, nel caso questo sia buono, le precauzioni che si è intenzionati a mettere in pratica per conservarlo tale. Insomma, ancora circola un certo numero di malattie gravissime, o anche solo molto fastidiose: l’HIV, l’epatite, la clamidia, la gonorrea, il papilloma, etceterà. Penserete che quanti frequentano le chat, dunque, siano affezionati al proprio benessere; non sarebbe incongruo supporlo, dopotutto. Soprattutto, se si pensa che una delle voci da barrare, sui formulari che diventeranno poi i singoli profili, è quella sull’uso del preservativo, e sulla disponibilità a usarlo. Ebbene, ed ecco la notizia (e la spiegazione del cappellaccio sul buio della coscienza): nella maggior parte dei casi, gli italiani si dicono disposti a condividere il letto (o la panchina del parco, o la spiaggia calda di notte) con chiunque gli stimoli la fantasia, SENZA PRESERVATIVO, ma per nessuna ragione al mondo incontrerebbero qualcuno che non abbia già recepito la TERZA DOSE di SIERO MAGICO. Avete capito bene, Signore e Signori: nel 2022, dopo l’epidemia di Aids che ha falcidiato 10.000 volte più del coviddi (e con tutti i costi sanitari che comporta, tutt’oggi, e questo lo dico ai ragionieri del “costo sociale più importante dello Stato di Diritto”), con l’epatite che dilaga, con tutti i rischi che corrono i corpi di uomini e donne a esporsi a malattie sessualmente trasmissibili, la SOLA preoccupazione di chi, legittimamente, cerchi un orgasmo oggi, è quella di non incontrare un’amante o un amante non vaccinato, NON ALLINEATO all’italica vulgata. Certo, un osservatore attento direbbe che questo stato di totale, assurda ignoranza igienica abbia molto più a che fare con la mancata formazione scolastica, con l’oscurantismo clericale su tutto quanto riguardi ciò che avviene fra la cintura di Gucci e le scarpe di Prada; e non avrebbe torto, certo. Parimenti, affermo io, questo oscurantismo Originale, radicato come un Peccato dal quale sia impossibile fuggire se non con il Battesimo del Sonno, è una cifra distintiva del nostro modello educativo: i professori passano informazioni, non insegnano veramente a pensare con la propria testa. Certo, nelle scuole molto abilitanti i professori passano informazioni di ultimissima mano, quasi secretate, destinate comunque a un pubblico di iniziati, alla crème de la crème della società, le scoperte più recenti e frutto di investimenti onerosissimi che pure, vale la pena di precisarlo, non sono altro che differenti gradi di approssimazione al vero, talvolta più vicini e talvolta più lontani dal Vero Assoluto, che è La Natura con le sue Ragioni o, al limite, la Matematica con i Suoi Numeri.

Dunque? Non ho forse le mie ragioni a parlare di trance? E non avrebbe ragione uno di quei filosofi tedeschi che erano di moda nella prima metà del ‘900, che ne so?!...Nietzsche?...Gottfried Bell?...non avrebbero ragione loro nel dire che questa trance è pilotata, consapevolmente o meno, da quanti non abbiano mai avuto l’ardimento di immaginare una scuola che sia laboratorio di cervelli in formazione anziché solo ed esclusivamente un impianto di imbottigliamento, dove il sapere (che si crede con la S maiuscola ma è solo una Scheggia, un’ipotesi di verità) dove il sapere viene infilato nelle sue confezioni di vetro come salsa di pomodoro? A me, sopraffatto dall’enormità di tali quesiti, per loro natura senza facili risposte, resta solo una domanda: Romero, com’è che non ci avevi pensato tu? Perché il film “Coviddi Super Star” non lo hai girato tu? Ma questa trance, purtroppo, non è materia da registi; di questo buio della mente parleranno gli storici, chissà fra quanto, ma chissà per quanto tempo.

Di Montel

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