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Covid, massa aggregata dalla paura: ora la minaccia non è più reale, ma viene alimentata per mantenere lo status quo

Siamo davvero al sonno della ragione, all’assurda pretesa che la massa voti contro sè stessa, ciechi e sordi al rombo della moltitudine, cui nulla importa di diritti costituzionali violati, di statistiche manipolate, degli isolati e disperati appelli (su Telegram!) di spiriti liberi che hanno mantenuto la lucidità

Di Alfredo Tocchi

05 Gennaio 2022

Massa e potere, la democrazia commissariata e il divieto di usura

fonte: pixabay

Il Premio Nobel Elias Canetti impiegò quarant’anni a scrivere Massa e potere. La definì: “L’opera di una vita”. A differenza di Freud, che si soffermò sui caratteri negativi della massa, Canetti nella sua opera monumentale, comprese e descrisse anche i caratteri positivi della massa. In estrema sintesi, la fusione dell’individuo nella massa consiste in una dilatazione dell’io, in un’apertura dell’io all’altro. La massa sarebbe maggiore dell’individuo sia a livello quantitativo che qualitativo. La straordinaria novità introdotta da Massa e potere è che per la prima volta la massa viene esaminata con metodologie specifiche, diverse da quelle – individuali – utilizzate fino ad allora.

La massa non ha una struttura gerarchica piramidale, il suo referente è l’obbiettivo, la direzione, la meta. Tuttavia, senza che la massa se ne renda conto, può accadere che l’obbiettivo, la direzione, la meta siano identificati da élites per i propri interessi di casta e che la massa si orienti verso questa o quella meta proprio perché così indotta.

“La massa ha la preconcetta sensazione che vi siano forze che tendono a distruggerla.” (Elias Canetti, Massa e potere). Questo preconcetto fa sì che il maggior elemento aggregante sia la paura. Freud aveva colto nel giusto, affermando che “la fusione dell’individuo nella massa è una regressione, una sconfitta della razionalità, un temporaneo sonno dell’io”. Tutte le sere assistiamo al triste spettacolo di un’informazione che porta nelle nostre case commentatori in balia di un temporaneo sonno dell’io. Così, grazie anche all’incresciosa scelta fatta da autorevoli giornalisti di escludere i dissenzienti dai propri dibattiti “di approfondimento”, la massa rafforza la propria convinzione che sia indispensabile un’azione comune contro la minaccia.
La massa non ragiona, è soggetta a sentimenti estremi, ama o odia. Ogni problema, anche il più complesso, viene esposto con semplicistici slogan comprensibili a tutti i suoi componenti. Il demente analfabeta fa numero come il genio colto e nella massa, per la massa, ciò che conta è il numero.

Sono sinceramente preoccupato che gli intellettuali più dotati e sensibili di questo Paese siano diventati massa nel senso più deteriore del termine. Una minoranza dissenziente, composta da altrettanto autorevoli esponenti, teorizza il ricorso al referendum per abrogare i provvedimenti legislativi assunti dal Governo: siamo davvero al sonno della ragione, all’assurda pretesa che la massa voti contro sè stessa, ciechi e sordi al rombo della moltitudine, cui nulla importa di diritti costituzionali violati, di statistiche manipolate, degli isolati e disperati appelli (su Telegram!) di spiriti liberi che hanno mantenuto la lucidità.
Tutti i più significativi progressi dell’umanità si devono alle intuizioni di spiriti liberi. Sposando fino alle estreme conseguenze il concetto di uguaglianza, la massa diviene ottusa e barbara, si crogiola nei peggiori istinti, nei peggiori sentimenti, senza timore di un castigo, proprio perché ha rimosso quella struttura gerarchica che era preposta alla sua organizzazione, al suo indirizzo, alla sua punizione. Si compiace – come le tricoteuses davanti alla ghigliottina - quando l’autorità punisce i dissenzienti, in maniera plateale, sproporzionata, minacciandoli nel loro esercizio dei diritti costituzionali come quello al lavoro, alla libertà di movimento, all’esercizio della patria potestà (sospeso da un Giudice che ha imposto a genitori no vax la vaccinazione del figlio minore).

Una deteriore manifestazione moderna della massa si osserva nel populismo, che pretende di affidare compiti complessi a individui senz’altro merito che essere componenti della massa fin dalla prima ora. Ovviamente, l’esercizio del potere esecutivo, legislativo o giudiziario da parte della massa non può che portare ad aberrazioni, errori gravi o fatali, caos e, al fondo del processo di disgregazione della società, all’ascesa al potere di un cinico rappresentante di interessi delle élites. La paura del Covid è stato l’elemento intorno al quale si è aggregata la massa. Non nego che vi fossero giustificazioni, che la minaccia fosse reale. Oggi la minaccia non è più tale e la paura viene alimentata unicamente per mascherare la realtà: l’Italia è un Paese commissariato in cui il Presidente del Consiglio è il garante degli impegni finanziari verso le élites e il Presidente della Repubblica – cui sarebbe spettato il dovere istituzionale di vigilare sul rispetto della Costituzione – ha preferito raccontare una bugia, quella della coesione nazionale nell’emergenza invece di adempiere al proprio mandato. La storia la scrivono i vincitori e i sei minuti di applausi alla prima della Scala fanno ben comprendere che la massa premia sempre i peggiori.

“La massa per me non è altro che un gregge di pecore, finché non è organizzata. Non sono affatto contro di essa. Soltanto nego che essa possa governarsi da sé. Ma se la si conduce, bisogna reggerla con due redini: entusiasmo e interesse. Chi si serve solo di uno dei due, corre pericolo. La massa ama gli uomini forti, la massa è donna.” (Benito Mussolini). È una triste costante della storia: ogni massa prima o poi viene soggiogata da un dittatore, asservita al soddisfacimento della sua volontà di potenza. Il dittatore del futuro sarà un super computer, in Cina hanno già sviluppato un Giudice artificiale, dimenticandosi che l’equità – che è la giustizia nel caso singolo - è unicamente umana perché richiede una comprensione anche sensoriale ed emotiva del contesto in cui è stato commesso il reato.

Oggi l’obbiettivo, la direzione, la meta è il mantenimento dello status quo, che fa sì che le élites guadagnino enormi capitali durante la pandemia, esattamente come un tempo avveniva durante le guerre. Tuttavia, all’orizzonte si vede già chiaramente un’altra meta: il superamento dell’uomo nel transumano, il controllo assoluto dell’umanità con microchip, telecamere a riconoscimento facciale, banche dati, strumenti che consentano – paventando rischi sanitari veri o enormemente ingigantiti – di vaccinare forzosamente l’intera popolazione per fini graditi alle élites di turno. Io credo che vedremo nell’immediato futuro campagne di sterilizzazione dei più poveri, esattamente come oggi si sterilizzano gli animali domestici.

Chi ne farà le spese? La più deteriore manifestazione moderna della massa si osserva nel razzismo, che pretende che gli esseri umani appartenenti a una razza siano superiori a quelli appartenenti a tutte le altre. Dal Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane di Joseph Arthur Gobineau al Mein Kampf di Adolph Hitler, la tesi è sempre la stessa: nel razzista, la purezza della razza diventa un’ossessione, la contaminazione con esseri inferiori una devianza da combattere con ogni mezzo. Non esisteva neppure una razza ariana (anzi, sembra che i più puri discendenti dei misteriosi ariani siano gli zingari, che vennero rinchiusi nei campi di sterminio), eppure un'intera nazione, per la supremazia della razza ariana, scatenò la guerra più sanguinosa della storia dell'intera umanità. L'importante è convincere il popolo che esiste un noi e un loro, e che dallo scontro tra noi e loro dipende il futuro. A quale razza apparterrà il prossimo agnello sacrificale? Ci limiteremo a una pulizia etnica sulle sponde del Mediterraneo o ci spingeremo fino l’Africa subsahariana? E che fare degli indomabili e recalcitranti afgani?

Al centro di tutto, naturalmente, c’è proprio il concetto di futuro. La paura della pandemia ha fatto sì che un uomo con capacità “divine”, da tutti acclamato e definito “il migliore”, abbia commissariato la politica italiana.
Il Presidente Cossiga lo definì: “Un vile, un vile affarista. È il liquidatore, dopo la famosa crociera sul Britannia, dell’industria pubblica italiana, la svendita … quando era Direttore Generale del Tesoro. E immagina cosa farebbe se fosse eletto Presidente del Consiglio dei Ministri. Svenderebbe tutto ciò che rimane ai suoi comparuzzi della Goldman Sachs”.
Oggi Goldman Sachs suona obsoleto e riduttivo, ma di sicuro vi è il fatto che la capacità “divina” di Draghi risiede proprio nella convinzione delle élites finanziarie che lui sia un garante dei loro interessi. Ciò non sarebbe neppure particolarmente stigmatizzabile se non fosse che oggi più che mai i nostri interessi nazionali confliggono con i loro.

Il futuro può essere quello distopico della sudditanza al mondo finanziario a scapito del benessere dei cittadini, gravati di un debito pubblico che tutto giustifica, in nome del quale si aumenta l’età pensionabile, si taglia la sanità, non si stanziano adeguate risorse per i servizi essenziali (penso alla scuola, alla ricerca, ma anche allo sviluppo di un’economia sostenibile in termini umani e ambientali, che significa che delocalizzare in Paesi che non rispettano i diritti umani e dei lavoratori deve essere vietato, ripristinando il sistema dei dazi che gli americani hanno smantellato scelleratamente e i nostri politici accettato in nome di un globalismo autolesionista e demente).

Quell’uomo con capacità “divine”, grazie al colpevole comportamento omissivo di tutti i nostri politici a partire dal Presidente della Repubblica ha svuotato i nostri diritti costituzionali (non utilizzo volutamente il termine violato, non sono un ingenuo), svuotato la nostra democrazia parlamentare commissariandola e oggi ci governa sine die perché è chiaro a tutti che nel momento in cui la BCE smetterà di acquistare i nostri titoli di Stato lo spread risalirà e per tutti noi saranno lacrime e sangue, finanziarie in cui non potendo tassare un’inesistente crescita economica si tasserà la prima casa, more solito.
Tra pochi anni, abituati per gradi a vivere nell’acqua bollente come la famosa rana della storiella, ci ritroveremo schedati, valutati dall’intelligenza artificiale, giudicati da giudici non umani (ed è la prima volta in 30 anni da avvocato che scrivo giudici con la g minuscola!), vaccinati contro malattie statisticamente trascurabili sulla base di informazioni manipolate (pazzesca l’ammissione delle Autorità americane in merito alla volontaria manipolazione dei dati sui rischi del Covid sui minori), sterilizzati se di razza o colore non gradito, soppressi nell’utero se giudicati imperfetti (ma Giacomo Leopardi e Stephen Hawking – imperfetti - furono due persone straordinarie) eccetera eccetera.

Oppure, come spera una trascurabile minoranza di cui mi vanto di far parte, riusciremo a scardinare il sistema, che non ha più nulla di democratico, è un simulacro della democrazia che giustifica il mantenimento di un ordine mondiale in cui l’unico interesse tutelato è quello dell’usuraio.

Fare affari con la Riba (Interesse, Usura) è haram secondo il Corano (Al-Baqarah, 278-279). Nell'Islam, ḥarām (in arabo: حرام‎ 'proibito') indica qualsiasi comportamento o situazione vietati dalla fede islamica; è contrapposto a ḥalāl ('lecito'). Tutto il nostro mondo Occidentale si fonda sul mutuo a interesse. Forse è ora di prendere dalle altre culture ciò che di meglio hanno da offrirci. O forse, più semplicemente, è ora di nominare Presidente del Consiglio una persona invisa all’usuraio.

Di Alfredo Tocchi

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