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You.Me Design Place Hotel. Nel cuore di Trieste, a pochi passi dal mare

L'innovativo interior design dell'arch. Simone Micheli racconta una storia connessa al nuovo lusso, che non è fatto di opulenza e di ridondanti geometrie, ma di semplicità, essenzialità e meraviglia

Di Paolo Brambilla

27 Settembre 2021

You.Me Design Place Hotel. Nel cuore di Trieste, a pochi passi dal mare

You.Me Design Place Hotel: essenzialità dei volumi, fluidità degli spazi, che portano la firma di Simone Micheli. Un luogo ospitale nel rispetto dei principi alla base delle sue opere, ovvero identità, ibridazione e contaminazione.

You.Me Design Place Hotel

Nel cuore di Trieste, a pochi passi dal mare, ha preso vita l’iconica struttura ricettiva - You.Me Design Place Hotel - il cui nome allude alla simbiosi che si instaura tra l’ospite e lo spazio che lo accoglie.
Città portuale tra le più affascinanti d’Europa, crocevia di culture provenienti da tutto il mondo, Trieste è oggi una meta di grande interesse sia per il turismo di piacere che per i viaggi d’affari.

Il suo carattere dinamico, e quella sua “scontrosa grazia” cantata da Umberto Saba, hanno ispirato la progettazione del You.Me Design Place Hotel, a pochi passi da Piazza Unità d’Italia. Posizione strategica e veste squisitamente contemporanea candidano l’innovativo albergo come scelta prediletta da una clientela moderna e vivace, alla ricerca di una struttura ricettiva alternativa, pensata per mettere al centro degli spazi la persona nella sua totalità.

Intervista all'arch. Simone Micheli: suo il Progetto di Interior design e Illuminotecnico

"Ho immaginato una dimensione diversa" esordisce Simone Micheli "fuori dal quotidiano spazio-temporale, simbolo di unicità e di visioni altre, per dare forma a You.Me. Ho pensato di celebrare il rapporto tra ospite e ospitato attraverso la valorizzazione della parola che diviene effige e dunque parte integrante dell’anti canonico sistema archico".

Caro Simone, che cosa desideri esprimere con questa tua ultima creazione?

"Ho concepito questo ambito volumetrico come un’opera, da offrire a Trieste e ad appassionati utilizzatori. Con You.Me desidero esprimere, attraverso la sua essenza, il rapporto biunivoco e di osmosi che esiste tra le cose animate ed inanimate.
You.Me racconta una storia connessa al nuovo lusso che non è fatto di opulenza e di ridondanti geometrie ma di semplicità, essenzialità e meraviglia: rappresenta, con efficacia, la materializzazione di un rinnovato rapporto tra spazio, uomo e tempo".

Quindi hai vissuto l'albergo come un'opera d'arte?

"Si tratta di una vera e propria opera d’arte tridimensionale, abile nel generare attrazione, stupore, ricordo. È potenza costruttiva e forza generatrice capace di creare un volano comunicativo di rilevante portata. «La bellezza del cosmo è data non solo dalla unità nella varietà, ma anche dalla varietà nell’unità» ha scritto Umberto Eco. Così You.Me Design Palace Hotel diventa il veicolo attraverso cui il significato attuale del piacere contemporaneo prende vita, diffonde un senso nuovo e dirompente di bellezza".

You.Me Design Place Hotel. Geometrie performanti

"Le geometrie performanti alterano la tradizione permanente e con uno sguardo candido ed essenziale, plasmano l’intero spazio involucrato, all’interno del quale l’uomo è l’attore principale: il fulcro da cui si dipana energia. Negli ambiti tridimensionali che compongono l’hotel, la parola diventa architettonica nodalità ed il colore, impalpabile come il bianco o il grigio perla, si fa materia fisica da modellare e affiancare all’energico fluire degli elementi volumetrici.
Le superfici preziose e ricercate, gli specchi che riflettono la molteplicità di senso dell’esistenza, le immagini che fondono insieme passato, presente e futuro, diventano segni tangibili, contenitori di messaggi univoci, che con le vibrazioni illuminotecniche, connotano le aree comuni e alterano con vigore lo spazio sin dentro le camere".

Ho notato che i materiali, e il modo in cui li hai usati, sono assolutamente innovativi.

"In questi intimi spazi caratterizzati da una pavimentazione lignea che si trasforma in rivestimento parietale, l’intenso intreccio tra vocaboli significanti permette all’ospite di comunicare con l’ambiente attorno, con i miei pensieri, con quelli della famiglia Borin, e di trasformare l’esperienza in memoria da condividere.

Gli spazi comuni caratterizzati da neutri cromatismi e da espansioni iconiche del logo dell’hotel sono immaginati per coinvolgere il cliente in una dimensione visiva e funzionale improbabile. L’ovattata ed iper comunicativa spa, dalla forte identità visiva, è stata concepita per trasportare l’utilizzatore in un un vuoto surreale. Una peculiare nota olfattiva e selezionate armonie sonore completano l’insieme sinestetico, avvolgente, totalizzante".

Come puoi riassumere queste sensazioni?

"You.Me attraverso il proprio contenuto e la propria forma, mediante coerente fusione, contaminazione costante tra figurazioni, luce, parole e funzionalità inaspettate, esprime perfettamente un concetto a me caro: tradurre la complessità del nostro tempo in semplicità".

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