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Avvocato Luigi Parenti: “Crisi d’impresa, la norma elimina il fallimento: gli strumenti per il risanamento”

05 Agosto 2022

(Adnkronos) - Con l’entrata in vigore del nuovo Codice si parla di liquidazione giudiziale e si esclude ogni connotazione negativa

Roma, 5 agosto 2022.La recente entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza modifica in maniera decisa il panorama in materia. Il decreto legislativo 14 del 2019 (che avrebbe dovuto avere efficacia dal 15 agosto 2020), prevede infatti cambiamenti nella concezione stessa della normativa: viene eliminato il termine “fallimento” e lo si sostituisce con l’espressione “liquidazione giudiziale”. “La crisi d’impresa – spiega l’avvocato Luigi Parenti, patrocinante in Cassazione e titolare dell’omonimo storico studio legale con sede a Roma e Milano – nell’ottica del legislatore diviene un fenomeno fisiologico della vita della società, venendo meno qualsivoglia connotazione negativa”.

Sempre agendo in questa direzione, il nuovo codice ridefinisce tutto lo spettro dell’insolvenza, considerata ora come periodo momentaneo di difficoltà, e delle procedure concorsuali. “Per questo è importante rilevare con tempestività gli stati di crisi, soprattutto alla luce dell’aumento di imprese insolventi o in difficoltà determinato dalla pandemia, anche avvalendosi di professionisti ad hoc”. L’obiettivo, infatti, deve essere prevenire. Così, prosegue il legale, diventano fondamentali “strumenti, quali il budget o il piano industriale, che permettono di predisporre una pianificazione finanziaria oltre che economica e patrimoniale della singola impresa, in modo da poterne gestire la crisi fintanto che se ne sia in tempo”.

Fra le soluzioni previste per far fronte alle difficoltà in cui l’impresa può incorrere c’è la Composizione negoziata della crisi, che prevede un ruolo attivo degli intermediari finanziari. In essa, infatti, un professionista indipendente affianca l’imprenditore nel tentativo di superare lo stato di crisi, agevolando le trattative fra imprenditore, creditori ed altri interessati: il processo si conclude con la relazione redatta dall’esperto, da cui emergerà la concreta possibilità o meno di risanare l’impresa.

Le possibili strade su cui orientare l’azione di risanamento si possono racchiudere in 3 gruppi: gli strumenti introdotti dal decreto legge 118 del 2021, quindi accordi finalizzati alla continuità aziendale, convenzione di moratoria e accordo controfirmato dall’esperto; gli accordi di ristrutturazione dei debiti o l’accesso alle altre procedure concorsuali, considerando sia quelle ordinarie sia il concordato semplificato (procedimento semplificato, volto esclusivamente alla liquidazione del patrimonio dell’imprenditore, che può essere proposto entro 60 giorni dalla comunicazione della relazione conclusiva dell’esperto).

“Le novità introdotte dal nuovo Codice in ultima analisi- conclude l’avvocato Parenti - evidenziano chiaramente come il legislatore abbia mirato a garantire una precoce diagnosi di stati di difficoltà delle imprese e a salvaguardare la capacità imprenditoriale di chi li subisce”.

Contatti: https://www.studiolegaleparenti.com/

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