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Beni sequestrati e confiscati alla criminalità: nasce SI.N.A.G.ECO. primo sindacato degli Amministratori Giudiziari

29 Giugno 2021

(Adnkronos) - Roma, 29 giugno 2021 - I professionisti iscritti all’Albo, tenuto presso il Ministero della Giustizia, si riuniscono in associazione sindacale per dialogare con il Legislatore e con gli stakeholder istituzionali in merito alle criticità e possibili soluzioni per la gestione e destinazione dei beni sequestrati con finalità di confisca, a dieci anni dall’entrata in vigore del Codice antimafia.

È nato qualche giorno fa, per iniziativa di esperti del settore operanti in tutto il territorio nazionale, il Sindacato Nazionale degli Amministratori Giudiziari e Coadiutori – SI.N.A.G.ECO., libera associazione tra professionisti (dottori commercialisti e avvocati) iscritti all’Albo degli Amministratori Giudiziari. “L’esigenza - dicono Sandro Cavaliere, Giovanni Mottura ed Efrem Romagnoli, portavoce e componenti dell’ufficio di Presidenza – è ben spiegata dai numeri che ci occupano: la più recente Relazione semestrale del Ministero della Giustizia al Parlamento sui Beni sequestrati o confiscati, al 31 dicembre 2020, evidenzia la sussistenza di 215.995 beni oggetto di sequestro (da sole misure di prevenzione), di cui 81.913 confiscati e 79.997 dissequestrati o con proposta rigettata dai Tribunali. Pur sussistendo ancora carenze di informazioni relative al valore attribuibile a tali beni (in particolare ai beni immobili, mobili registrati e aziende), non è difficile desumere che lo Stato affida agli Amministratori Giudiziari, anche nella veste di Coadiutori della Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) dopo la confisca, una delicatissima “mission” gestionale, che oltre al forte, prioritario e irrinunciabile impatto sociale, vale molti miliardi di Euro, verosimilmente più del patrimonio di qualsiasi azienda di Stato”.

“SI.N.A.G.ECO. – proseguono i fondatori - si pone, quindi, quale principale obiettivo quello di rappresentare presso tutte le sedi istituzionali il punto di vista di chi opera sul campo, le criticità rilevate e le soluzioni possibili per una gestione efficiente e garantistica, così come per una destinazione efficace e tempestiva, al termine dell’iter giudiziario, dell’ingente patrimonio che lo Stato sequestra o confisca alle mafie di ogni genere”.

L’azione del Sindacato, come annunciato dal Consiglio Direttivo, appena insediatosi, sarà fortemente orientata anche alla tutela della dignità della vita professionale, così come all’ottenimento di regole chiare per una equa remunerazione dell’impegno lavorativo e alla salvaguardia dell’immagine pubblica della categoria, utilizzando tutti gli strumenti consentiti per attuare legittime rivendicazioni sindacali.

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