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L’evoluzione del Modello 231 a venti anni dalla sua introduzione

20 Maggio 2021

(Adnkronos) -

9 moduli di aggiornamento per professionisti sul tema della Responsabilità Amministrativa degli Enti (ex D. Lgs. n.231/01)

Rubrica 231 del Centro Studi Borgogna

5° appuntamento, martedì 8 giugno 2021, ore 16.00 – 19.00

Milano, 20 Maggio 2021 - Il Centro Studi Borgogna torna ad occuparsi della Responsabilità Amministrativa degli Enti ex D. Lgs. n. 231/01 – martedì 8 giugno, dalle ore 16.00 alle 19.00 - con il quinto appuntamento del Ciclo di Incontri che si articolerà in nove eventi calendarizzati nell’arco dell’intero anno e rivolti ad avvocati e professionisti nel settore legale.

Il quinto evento – dal titolo “L’evoluzione del Modello 231 a venti anni dalla sua introduzione” - sarà moderato da Fabrizio Ventimiglia, Avvocato Penalista e Presidente CSB. Parteciperanno, in qualità di Relatori: Antonio Cattaneo (Senior Partner Deloitte), Federico Maurizio d’Andrea (Presidente OdV Banco BPM S.p.A, Vice Presidente CSB), Roberto De Luca (Presidente OdV Belron Italia Carglass, Founder STUDIORDL), Antonio Francesco Morone (Avvocato, Professore a contratto di Diritto Penale all’Università del Piemonte Orientale), Ciro Santoriello (Procuratore presso la Procura della Repubblica di Torino).

Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 ha introdotto nell’Ordinamento Giuridico Italiano la responsabilità amministrativa degli enti. Con tale riforma, il Legislatore, prendendo atto dello sviluppo di vere e proprie forme di criminalità di impresa, ha superato il principio di “societas delinquere non potest”. Tale forma di responsabilità dell’ente, sebbene sia definita come “amministrativa” presenta i caratteri propri della responsabilità penale, essendo rimesso al giudice penale competente l’accertamento dei reati dai quali essa deriva. Per tale ragione, il sistema punitivo degli enti viene considerato come un “tertium genus tra la responsabilità penale e quella amministrativa”.

In quasi vent’anni di applicazione del D. Lgs. 231/01 non sono mancati i contributi della giurisprudenza fondamentali per delineare la natura e i presupposti applicativi: la responsabilità amministrativa dell’ente deriva dal compimento di reati commessi, nell’interesse o a vantaggio dello stesso, da persone fisiche che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione dell’ente o che ne esercitino, anche di fatto, la gestione e il controllo (i cosiddetti “soggetti apicali”), ovvero che siano sottoposte alla direzione o vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati (i cosiddetti “sottoposti”). Oltre all’esistenza di tali requisiti, il D. Lgs. 231/01 richiede l’accertamento della colpevolezza dell’ente al fine di poterne affermare la responsabilità. Si tratta della c.d. “colpa di organizzazione”, da intendersi quale mancata adozione, da parte dell’ente, di misure preventive adeguate a prevenire la commissione dei reati previsti dal Decreto.

A vent’anni dalla sua applicazione, il D. Lgs. 231/01 ha sicuramente incentivato le aziende ad adottare e attuare sistemi di compliance interni volti alla prevenzione di quegli illeciti, contemplati dal catalogo dei reati di cui al D. Lgs. 231, che potrebbero essere commessi da parte dei propri dipendenti nonché dei propri soggetti apicali. Ed è proprio sul catalogo dei reati-presupposto che interverranno i Relatori, illustrando le novità normative che hanno interessato il D. Lgs. 231/01, nato con un ambito di applicazione ridotto ad alcuni delitti dolosi ma che negli anni ha visto aumentare in maniera significativa le fattispecie di reato, tra cui ad esempio, i reati ambientali, i reati societari, gli infortuni sul lavoro, i reati informatici e i reati contro la Pubblica Amministrazione. Da ultimo, si pensi alla recente introduzione, ormai da tempo sollecitata, dei reati tributari.

L’evento, in corso di accreditamento presso il Consiglio Nazionale Forense, è a pagamento e si terrà da remoto, su Piattaforma Certificata FAD.

Per informazioni su quote di partecipazione e modalità di iscrizione visitare www.centrostudiborgogna.it

oppure scrivere a iscrizione@centrostudiborgogna.it

A proposito di centro Studi Borgogna

Nata nel 2017 da un’idea dell’Avv. Fabrizio Ventimiglia, il Centro Studi Borgogna è una Associazione di Promozione Culturale che opera come un laboratorio giuridico e di idee per promuovere la cultura del diritto, ispirandosi ai principi di etica, onestà e legalità, nell’ottica di contribuire al dibattito sulle principali questioni sensibili del nostro Paese. Le attività proposte dal Centro Studi Borgogna si prefiggono diversi obiettivi: promuovere il confronto tra mondi diversi arrivando a trasformare le riflessioni comuni in proposte praticabili; perseguire le finalità di promozione sociale e culturale; contribuire alla formazione dei professionisti nelle discipline giuridiche; promuovere l’amicizia, la cultura, la solidarietà e l’etica sul territorio milanese e nazionale. Al fine di perseguire tali obiettivi, l’Associazione Centro Studi Borgogna organizza conferenze, convegni e momenti formativi di varia natura; crea rapporti di collaborazione e sinergia con Università, Istituti di Ricerca e altri enti aventi finalità scientifiche; promuove la pubblicazione di documenti di approfondimento sui temi di diritto applicato; organizza eventi charity.

Per informazioni alla stampa:

Alessio Masi, Adnkronos Comunicazione

Mob. 3425155458; E-Mail: alessio.masi@adnkronos.com

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