Martedì, 02 Marzo 2021

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Dove investire nel 2021?

21 Gennaio 2021

(Milano, 21/01/2021) - Inizia il nuovo anno ed è tempo di buoni propositi e lunghe liste di obiettivi personali. Impossibile non pensare agli aspetti economici senza domandarsi dove sia meglio investire i propri soldi nel 2021 per trarne profitto. Dopo un anno, travagliato come il 2020, in grado di stravolgere tutti i piani di inizio anno, tocca di nuovo mettere nero su bianco i traguardi che si vogliono raggiungere, con la speranza che il nuovo anno sia più stabile. Le vicende che hanno condizionato il nostro Paese e tutto il mondo hanno fatto capire, ancora di più, l'importanza di una sapiente gestione del denaro che consenta di affrontare con sicurezza anche momenti di difficoltà o di imprevisti.

Tuttavia, è vero che un buon 40% della popolazione italiana risparmia ogni mese, ma è altrettanto vero che, numeri alla mano, soltanto 1 italiano su 10 sceglie di investire i propri capitali.

Il pensiero comune del nostro paese ci dice che risparmiare denaro trasmette maggiore sicurezza. Siamo una popolazione che preferisce non rischiare e nascondere ancora i risparmi sotto al materasso. Senza soffermarci su quali siano i pro e i contro di risparmiare denaro piuttosto che investirlo e viceversa, vogliamo più che altro capire in quale direzione muoverci nel nuovo anno, su cosa investire nel 2021, quali saranno i settori e i mercati in maggiore crescita e i nuovi trends.

Su questo fronte, gli specialisti di Investhero hanno appena delineato una panoramica per individuare delle linee guida e dei consigli utili per chiunque, anche per chi vuole iniziare a investire nel 2021.

Cosa è successo nel 2020 e quali sono state le conseguenze?

Non c'è alcun dubbio che la pandemia da Covid-19 e l'emergenza sanitaria siano stati gli elementi che più di tutti hanno caratterizzato l'anno appena trascorso. Una vicenda che ha coinvolto tutti gli aspetti della nostra vita e tutti i settori, sebbene alcuni siano riusciti a trarne vantaggio, basti pensare al settore farmaceutico, a quello delle telecomunicazioni o quello dei software e così via. Le conseguenze di un fenomeno su così ampia scala sono state innumerevoli e si sono ripercosse indubbiamente anche sui mercati finanziari.

Il blocco dell'economia e l'evoluzione del digital

Si è assistito a un vero e proprio "blocco dell'economia", quella reale e fisica, con la chiusura forzata della maggior parte dei negozi che ha impattato negativamente sui bilanci delle attività provocando, in molti casi, una profonda crisi che è culminata, a fine anno, con la chiusura di 390mila partite iva. Parallelamente a questo filone negativo, abbiamo visto delinearsi un'evoluzione del mondo Digital, con un'importante accelerazione del processo di digitalizzazione delle imprese.

Tutto quello che prima o poi sarebbe dovuto inevitabilmente accadere, ovvero una transazione dal mondo offline a quello online, si è verificata più rapidamente. Lo Smart Working ha fatto maggiormente capire l'importanza di una presenza online e ha oltremodo forzato la migrazione verso nuovi sistemi di comunicazione, con videoconferenze e assemblee aziendali che venivano svolte davanti alla webcam del proprio notebook, comodamente seduti sul divano in salotto. Protagonista della digitalizzazione non è stata soltanto la sfera del lavoro, anche il commercio ha fatto ben più di un passo avanti. Il Lockdown ha insegnato, a chi ancora non lo sapesse, che è possibile acquistare qualsiasi bene con pochi click e così sempre più persone hanno cominciato ad acquistare online, è aumentato il tasso di fiducia nei confronti del commercio e dei pagamenti digitali e questo ha favorito il fiorire del mercato degli e-commerce, caratterizzato non solo dai big player che fanno da padroni, ma anche dai piccoli e-commerce di nicchia.

Ma precisamente, quali sono stati gli effetti del Covid sull'economia?

Uno degli eventi che più ha segnato l'economia dell'ultimo anno è stato il tonfo storico del petrolio, avvenuto ad aprile. Oggi possiamo dire di essere tornati quasi ai prezzi standard, questo perchè il petrolio resterà ancora per diversi anni una delle principali fonti energetiche dell'economia mondiale.

Ma il Covid e l'inevitabile crisi hanno portato numerose aziende a fallire e chiudere, con un aumento esponenziale delle persone senza un lavoro, come testimoniato dai grafici sulla crescita del tasso di disoccupazione. E in Italia? Nel nostro paese il tasso di disoccupazione, dopo un primo calo a inizio anno, si è assestato stabilmente attorno al 9,7% (dati Istat).

La chiusura delle attività fisiche ha innescato una verticalizzazione del trend di crescita degli e-commerce. E nel 2021? Questa crescita diminuirà e si assesterà leggermente ma non si fermerà, questo perché, come abbiamo detto prima, il Covid ha accelerato uno spostamento verso il mondo online. Non si sta parlando di una novità del mercato, si tratta infatti di un trend in continua crescita, che già dal 2017 aveva assunto un andamento più ripido e che soltanto quest'anno ha visto un’esplosione verticale. Ma senza necessariamente collegare il concetto di digitalizzazione a quello di e-commerce, possiamo soffermarci anche sull'industria dei software: +600% registrato dalle azioni di zoom nel 2020, uno dei programmi più conosciuti e utilizzati per fare videochiamate che ha permesso di svolgere conferenze senza necessariamente essere presenti fisicamente in ufficio. É stato l'anno delle aziende tech, del settore del gaming e dello streaming.

I numeri del calo economico

L'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) parla di una chiusura del Pil mondiale a -4,2%, un dato negativo e storico. L'Italia, che già nel 2019 era stata fanalino di coda in Europa con una crescita bassissima, chiude il 2020 con un Pil del -9,5%, vittima della situazione così come altri paesi europei che sembrano aver subito maggiormente questa pandemia. Le stime dell'OCSE prevedono però che nel 2021 la crescita sarà equivalente alla recessione verificata quest'anno, per tornare a una situazione di equilibrio che permetta poi, nel 2022, di ripartire.

Provando a dare uno sguardo ai mercati finanziari però, notiamo come il grafico del MSCI World, un indice mondiale costituito da migliaia di titoli, ha registrato un +12,71%.

Cosa significa questo?

Sostanzialmente, il 2020 ha provocato uno squilibrio tra l'economia reale e la finanza. Se da una parte il Pil è negativo e la disoccupazione è aumentata soprattutto nei paesi più stabili, l'economia finanziaria globale è cresciuta. Diversamente da quanto si è verificato in passato, la finanza non ha seguito l'economia reale. Si è creato un disallineamento.

Cause dello squilibrio tra economia e finanza

In questo momento le borse sono estremamente più costose di quanto il Pil possa sostenere. Perché? Consapevolezza di chi opera nei mercati finanziari è che le borse non rappresentano real-time l'andamento del mercato, bensì provano a prevedere quello che si verificherà, di conseguenza, davanti a un evento come l'arrivo dei vaccini, il comportamento delle borse è ottimista, con una previsione di un periodo di ricrescita e una fine del momento di crisi.

Il secondo motivo è la continua iniezione di liquidità, notizia del 2 dicembre 2020 è che sono stati confermati stimoli per 900 miliardi dal Congresso americano e un trilione in Giappone. Le banche centrali continuano a stampare denaro da distribuire a banche, società ed istituzioni, inevitabilmente una parte di questo denaro verrà riversata nei mercati finanziari per sostenere l'economia.

Il terzo motivo è il Buybacks: molte aziende stanno riacquistando le proprie azioni. Quando un'azienda riacquista le sue azioni, il prezzo tende a crescere in maniera importante perchè c'è meno offerta sul mercato, meno azioni a disposizione con una domanda che resta però invariata. In questo modo i titoli salgono in maniera artificiale e gli indici salgono.

Infine i tassi negativi, questo è un fattore strettamente collegato all'economia espansionistica messa in atto dalle banche centrali. Nella stragrande maggioranza degli stati, banche ed istituzioni, preferiscono non tenere fermi capitali per evitare ulteriori costi, ed una parte di questi viene così investita nei mercati. Le azioni che danno dividendi sono da alcuni considerate le nuove obbligazioni, questo in termini pratici significa immettere nuova liquidità nel mercato azionario che comporta una crescita degli indici.

Argomenti da tenere d'occhio nel 2021

Per capire in quali settori investire nel 2021 bisogna innanzitutto individuare quali saranno gli argomenti più caldi dell'anno, le cui conseguenze potrebbero significativamente sbilanciare gli equilibri dei mercati.

Tra questi ci sono:

● L'efficacia del vaccino, sulle cui conseguenze non è nemmeno opportuno soffermarsi

● Brexit, gli accordi finora presi sulla carta avranno un rispecchio sulla realtà, se non fosse ora, probabilmente nel giro di 4-5 anni gli accordi diventeranno sempre più concessivi e, uno degli stati più importanti a livello mondiale, riconquisterà una posizione di spessore

● Nuove politiche economiche

● Ambiente e green economy, un trend ormai diventato evergreen, perdonate il gioco di parole, con alcuni asset “esplosi” nell’ultimo anno, ad esempio nel mercato dell’idrogeno.

Le idee per un piano di investimenti nel 2021

Il nuovo anno potrebbe essere fortemente caratterizzato dalla volatilità dei mercati, ovvero l'oscillazione percentuale rispetto alla media. Dopo un anno negativo per l’economia “fisica” come il 2020 e un futuro "in parte" ancora incerto, è facile aspettarsi un periodo di grandi scossoni, momenti di euforia alternati a momenti in cui i mercati crollano. Se è vero che molti mercati, come confermano le stime, dovrebbero riprendersi, non bisogna aspettarsi una crescita lineare ma altalenante.

Da controllare è anche l'accelerazione delle economie emergenti, con particolare attenzione all'area asiatica, con la Cina che è stata l'unica nazione a registrare un Pil positivo, senza subire evidenti rallentamenti. Dopo un primo trimestre negativo e un secondo trimestre di riallineamento, vista la diffusione del Virus probabilmente partita da qui, è riuscita a chiudere l'anno con un Pil, si stima, del +1,8%.

Trattandosi di un anno potenzialmente definito da una forte volatilità, molti investitori preferiranno puntare su asset reali e alternativi, sulle commodities, sul green ed economia reale di lungo periodo. Gli investimenti nel 2021 devono essere studiati e scelti con molta attenzione dai deboli di cuore e dalle persone con un profilo di rischio basso, per questo motivo è consigliabile scegliere di investire sul lungo periodo, in modo da appiattire le possibilità di perdita.

Infine, e non solo perché ce lo stanno dicendo i numeri in questi giorni, il 2021 sarà l'anno delle criptovalute. Quando si parla delle criptovalute, l'immagine collettiva è il Bitcoin, ma assisteremo a un vero e proprio passo avanti dell’intero settore, il trend aumenterà inarrestabilmente e a crescere sarà tutto il mondo attorno alla tecnologia Blockchain. Molti istituzionali stanno guardando al mercato delle criptovalute e della Blockchain come tecnologia per costruire nuove infrastrutture. La crescita di interesse sarà collegata alla nascita di servizi bancari basati su Blockchain, di assicurazioni, di prodotti che garantiscano i capitali investiti in criptovalute.

La crescita esponenziale della digitalizzazione e quella delle criptovalute sono due trends che inevitabilmente si affiancheranno e favoriranno il fiorire di nuove aziende nel settore Fintech.

Come investire nel 2021

Entrando più nel pratico, cerchiamo di capire come investire quest'anno. Innanzitutto, è fondamentale definire un piano d'azione. Per raggiungere un obiettivo economico, la cui definizione è soggettiva, ci sono fondamentalmente tre strategie:

Risparmiare: mettere da parte i risparmi è un'attitudine quasi naturale, lo fanno i piccoli ma anche i grandi investitori. L'aspetto più importante per un risparmio efficiente è la costanza.

I mercati avranno sempre dei cicli, momenti di crescita e momenti di recessione, questa è l'unica certezza per un investitore. Non solo il mercato finanziario, qualsiasi mercato è interessato dai cicli economici.

A prescindere da quello che succede, è fondamentale essere costanti e risparmiare sempre, sia quando i mercati hanno un trend positivo sia quando è negativo.

Diversificare e ottimizzare gli investimenti attivi e passivi: così come per i risparmi, non bisogna fermarsi nei periodi negativi o di incertezza, per questo è importante scegliere gli asset su cui investire con una visione più a lungo termine e ben diversificata che consenta di attenuare un’eventuale oscillazione negativa dei prezzi. Un portafoglio realizzato correttamente sarà formato da asset decorrelati, ognuno con un suo ciclo specifico. Una corretta diversificazione dovrebbe permettere di produrre sempre un risultato positivo, o ridurre la perdita, quando le cose vanno molto male.

Creare nuove attività: in qualunque condizione di mercato bisogna cercare di aumentare il proprio capitale creando nuove attività. Bisogna cercare di sviluppare nuovi asset che portino nuovo denaro in entrata.

Gli investimenti del 2021

Come già anticipato, il 2021 potrebbe essere un anno caratterizzato da grande volatilità, una delle chiavi di successo negli investimenti è sicuramente la liquidità. In questa fase di ricrescita sarà fondamentale individuare i settori più interessanti su cui investire, serve pertanto essere liquidi e pronti a cogliere le occasioni migliori sul mercato finanziario, sfruttando eventuali rintracciamenti, ma anche sugli altri mercati. La liquidità è l'arma vincente di un investitore in grado di sfruttare anche i periodi di ribasso per acquistare.

Il secondo punto, un mantra fondamentale per ogni investitore, è la diversificazione: scegliere investimenti a basso rischio, medio rischio e alto rischio. Un corretto bilanciamento degli investimenti all'interno del proprio portafoglio garantisce una maggiore possibilità di successo.

• Investire negli asset rifugio: valutare le commodities, non solo oro e argento ma anche metalli preziosi e altre sottovalutate.

• Investire negli asset alternativi di lungo periodo: meglio guardare ad un lungo periodo di almeno 5 anni

• Investire in asset tematici sottovalutati: come ogni anno ci saranno asset tematici che sovra-performeranno rispetto al mercato

• Investire in aziende con politiche di buyback: visti gli ultimi anni, questo sembra un trend destinato a protrarsi in futuro, che determina, come visto prima, un aumento di valore dei titoli. In alternativa, potrebbe essere interessante acquistare un etf diversificato che investe in aziende con politiche di buyback.

Settori in crescita nel 2020

Telecomunicazioni

Gaming e streaming

Social network

Telemedicina e pharma

E-commerce

Beni essenziali

Difesa

Questi sono i mercati che nel 2020 hanno visto una maggiore crescita e registrato un trend positivo. Bisogna investire in questi settori anche nel 2021? Con buone probabilità si tratta di trend che caratterizzeranno i prossimi 5/10 anni, tuttavia, avendo già registrato una crescita notevole, il rischio è che la crescita sia meno esponenziale e più altalenante rispetto ad altri mercati, pertanto, è consigliabile, in via prudenziale, valutare acquisti nel caso si verifichi un rintracciamento del valore.

Settori che hanno sofferto nel 2020

Turismo

Eventi

Automotive

Petrolifero

Manifatturiero

Trasporti

Questi sono, al contrario, i mercati che più hanno registrato perdite e trend negativi nel 2020 a causa della emergenza Covid. Bisogna investire in questi settori nel 2021?

Se si dovesse tornare alla “normalità” sarebbe facile supporre che questi settori torneranno a crescere, chi prima, chi dopo, pertanto, acquistare titoli a prezzi vantaggiosi in questi mercati permetterebbe di sfruttare eventuali trend positivi.

Investimenti alternativi per il 2021

I settori alternativi più interessanti su cui investire quest'anno sono:

Green Economy

Vino

Arte

Investire nel 2021

Infine, una regola generale valida per chi vuole investire nel 2021. Essendo questa per molti una fase di Re-investimento o investimento ex novo per chi ha appena iniziato, come spesso accade, non è detto che sia possibile trovare sempre ottime opportunità in tutti i settori, perciò la riallocazione potrebbe durare anche più anni. Pertanto: "Meglio perdere un'opportunità che perdere soldi". Non bisogna dimenticare che in una fase delicata come questa, un portafoglio può e dovrebbe essere momentaneamente bilanciato con la liquidità, quindi bisogna avere pazienza e non serve avere fretta di investire.

Per informazioni:

Invest Hero è una community giovane, dinamica e intraprendente, all'interno della quale si possono trovare video, podcast, tips e formazione sul grande mondo degli investimenti e-business.

Per approfondire:

https://investhero.it/inizia-da-qui/

https://www.clubhero.it

Contatti:

e-mail: Info@investhero.it

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