Cina: antiche accademie promuovono scambi tra culture usando saggezza orientale

   (XINHUA) - NANCHANG, 17 MAR - Mentre il mondo cerca modi per intrattenere un dialogo tra civiltà diverse preservando al tempo stesso identità distinte, le "shuyuan", ovvero le antiche accademie cinesi, sono emerse dalla storia cinese come una guida .

   CERCARE IL CONSENSO TRA LE DIFFERENZE

   Nate durante la dinastia Tang (618-907), le "shuyuan" erano istituzioni cinesi uniche che univano istruzione, biblioteche, pratiche rituali e dibattito accademico. Con la dinastia Song (960-1279), erano diventate i principali centri intellettuali della Cina, dove gli studiosi si dedicavano spesso a riflessioni critiche, intensi scambi e dibattiti.

   La saggezza delle "shuyuan" cinesi iniziò a suscitare interesse in Occidente durante la dinastia Ming (1368-1644). Alla fine del XVI secolo, il missionario italiano Matteo Ricci visitò l'Accademia Yuzhang a Nanchang, nella provincia orientale cinese del Jiangxi, e godette della compagnia di Zhang Huang, allora responsabile della rinomata Accademia Bailudong (Grotta del cervo bianco). Ricci portò le conoscenze occidentali in materia di astronomia, geografia e matematica, mentre Zhang tramandava una teoria confuciana millenaria. Ricci studiò i classici confuciani sotto la guida di Zhang, mentre quest'ultimo incorporò conoscenze geografiche occidentali nella propria opera, in una relazione caratterizzata da rispetto reciproco e interazione.

   In una lettera indirizzata a Roma, Ricci scrisse che avevano trovato nei classici cinesi parecchi elementi in linea con la loro fede.

   Xiao Hongbo, presidente dell'Accademia di scienze sociali del Jiangxi e direttore del relativo Centro di ricerca sulla cultura delle accademie, individua in questo spirito di "ricerca del consenso tra le differenze e creazione della sinergia attraverso lo scambio" una saggezza vitale della cultura tradizionale cinese per gestire le divergenze e risolvere i conflitti.

   Questo spirito di dialogo vive ancora oggi. Nell'ottobre 2025, quasi 200 studiosi provenienti da 51 Paesi e regioni si sono riuniti presso l'Accademia Kaoting, nel Fujian della Cina orientale, per la Conferenza sulla filosofia di Zhu Xi e il Dialogo delle civiltà globali, per esplorare come il pensiero del defunto filosofo cinese Zhu Xi potesse offrire spunti per risolvere lo scontro tra civiltà.

   L'ex presidente della Conferenza generale dell'UNESCO Simona-Mirela Miculescu ha sottolineato che la convinzione di Zhu dell'inseparabilità tra apprendimento e virtù è in linea con la missione dell'UNESCO di costruire la pace attraverso comprensione, apprendimento e rispetto reciproco.

   In un momento in cui la teoria dello "scontro tra civiltà" trova ancora spazio nel mondo, e le divisioni e i conflitti ostacolano il progresso umano, le accademie cinesi, con migliaia di anni di pratica, offrono una saggezza orientale che promuove il dialogo e rafforza la cooperazione.

   UNA NUOVA PIATTAFORMA PER IL DIALOGO TRA CIVILTÀ

   Ispirato dalle "shuyuan", lo studioso coreano Ju Se-bung fondò nel 1543 l'Accademia Baegundong sul modello dell'Accademia Bailudong, la prima del suo genere nella penisola coreana. Nell'arco di circa due secoli, oltre 900 accademie sorsero in tutta la regione. A oggi, le direttive dell'Accademia Bailudong sono ancora utilizzate come motti scolastici in alcune istituzioni in Corea del Sud e Giappone.

   Un altro importante studioso coreano, Yi Hwang, ampliò successivamente l'Accademia Baegundong trasformandola nell'Accademia Dosan, nel Gyeongsangbuk-do, per promuovere la filosofia di Zhu Xi. La sua impronta culturale si intreccia alla vita quotidiana: la banconota da 1.000 won presenta sul fronte il ritratto di Yi Hwang e sul retro l'Accademia Dosan, un patrimonio culturale condiviso posseduto da ogni sudcoreano.

   "Per i sudcoreani moderni, le accademie restano parte della loro vita quotidiana e rappresentano uno dei simboli culturali più importanti", ha affermato Keum Jia, professoressa associata presso la Scuola di lingue straniere della Peking University.

   Deng Hongbo, direttore del Centro di ricerca sulle accademie cinesi, osserva che, pur condividendo una discendenza comune con le loro controparti cinesi e conservandone le funzioni culturali fondamentali, le accademie oltremare hanno sviluppato caratteristiche distinte influenzate da fattori quali il periodo di diffusione e la collocazione geografica: le accademie coreane enfatizzano i riti cerimoniali, quelle giapponesi si concentrano sull'editoria, mentre le accademie cinesi del Sud-Est asiatico fungono da ancore spirituali che collegano le comunità alla loro terra d'origine.

   Deng ha rilevato che, attraverso la raccolta e il confronto sistematici di documenti storici risalenti alla dinastia coreana Joseon e alle accademie giapponesi, sono stati riportati alla luce preziosi materiali d'archivio. Questo lavoro conferma il contributo del sistema delle accademie alla civiltà confuciana dell'Asia orientale radicata nei caratteri cinesi, fornendo un solido sostegno accademico alla pratica storica dell'apprendimento reciproco tra civiltà.

   Mentre le accademie si diffondevano verso Oriente, un altro percorso conduceva verso Occidente.

   Nella città italiana di Napoli, accanto a una strada tortuosa chiamata "Salita dei cinesi", sorge un edificio a tre piani color ocra, il "Collegio dei cinesi", fondato dal missionario italiano Matteo Ripa.

   Pittore e traduttore alla corte reale della dinastia Qing (1644-1911), Ripa tornò in Italia nel 1723 e fondò il collegio con una missione chiara: superare le barriere linguistiche e culturali formando talenti realmente inclusivi e interculturali.

   In oltre 100 anni, fino al 1868, il collegio formò 106 studenti cinesi provenienti da più di 10 province, la maggior parte dei quali tornò in Cina per costruire un ponte tra Oriente e Occidente. Quando l'ambasciata britannica Macartney visitò la Cina nel 1793, l'interprete era un diplomato del collegio, a testimonianza della sua eredità.

   Dopo diversi cambi di nome, il collegio si è evoluto nell'Università di Napoli L'Orientale, restando un centro di primo piano per gli studi sinologici in Italia.

   Al giorno d'oggi, le accademie fungono ancora una volta da piattaforme per il dialogo tra civiltà. Il Forum di Nishan sulle civiltà mondiali, nella provincia dello Shandong, utilizza la cultura delle accademie per mettere in contatto studiosi di tutto il mondo. L'Accademia Yuelu, nella provincia dello Hunan, sta reclutando docenti internazionali per svolgere ricerche d'avanguardia nel campo dell'informatica umanistica, mentre le lezioni dell'Accademia Bailudong raggiungono un pubblico globale tramite dirette streaming.

   Queste pratiche di scambio incentrate sulle accademie consentono alla cultura cinese di continuare ad attingere a nuove fonti di ispirazione, svilupparsi e innovare attraverso il dialogo con civiltà diverse in tutto il mondo. Allo stesso tempo, permettono al mondo di acquisire una comprensione più profonda e più completa della Cina attraverso la finestra di queste antiche istituzioni educative. (XINHUA)