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DayBreakHotels, le camere d'albergo diventano stanze d'ufficio

Di Gianfranco Ferroni

15 Gennaio 2022

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità. L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione. Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti, con due stanze vuote su tre. “In questa situazione", dice il Ceo di DayBreakHotels.com, Simon Botto, "il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. Continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”. Lo smart working in hotel oggi è diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese", sottolinea Botto, "e la media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

DayBreakHotels, così le camere di albergo diventano stanze d’ufficio

 

Una camera di albergo che diventa un ufficio. Questa è l’ultima tendenza in fatto di smart-working soprattutto per manager e professionisti che non hanno obblighi di ufficio ma solo bisogno di comodità e tranquillità.

 

L’idea è di una startup che si chiama DayBreakHotels e che, come molte altre, si è reinventata nel post pandemia. Se, infatti, prima della pandemia DayBreakHotels vendeva stanze e servizi degli hotel di lusso di giorno principalmente legati al leisure, come l’utilizzo della spa, del ristorante o della palestra, oggi il servizio che la startup vende di più è quello dello smart working: stanze o sale meeting, in cui lavorare con un’ottima connessione internet e il tecnico informatico sempre a disposizione e soprattutto in sicurezza grazie al rispetto di tutte le norme anti Covid. Senza dimenticare tuttavia che il servizio bar o ristorante, come anche la possibilità di fare una pausa rilassante in spa, sono sempre a disposizione.

 

Un servizio, quello dello smart working in hotel che sta aiutando un settore, quello dell’hotellerie, tra i più colpiti. Secondo uno studio di Federalberghi, nei due anni della pandemia, la perdita è stata di circa 24 miliardi, tra turismo di piacere e quello legato a meeting e congressi. E anche ora, con una situazione leggermente migliore ma ancora incerta, si stima che ci saranno perdite fino a 10 miliardi nel 2021: con due stanze su tre vuote. “In questa situazione - dice il CEO di DayBreakHotels.com, Simon Botto - il nostro servizio può senz’altro aumentare le marginalità degli hotel, ma soprattutto mostra come gli alberghi possano cambiare pelle per adattarsi al mondo che cambia”. E continua Botto: “Questa filosofia è alla base della nostra azienda: DayBreakHotels, infatti, nasce per far usufruire dei servizi degli hotel anche i residenti delle città durante il giorno, nei momenti in cui tradizionalmente gli hotel sono meno popolati. Questo per sfruttare al meglio tutti i servizi degli hotel e che di notte sono poco o nulla utilizzati. Ora, con la pandemia, abbiamo cambiato ancora pelle e ci siamo concentrati sul lato business: speriamo che questa situazione passi il prima possibile, certo, ma indubbiamente oggi i servizi che un hotel può offrire si sono ampliati ancora di più”.

 

Lo smart working in hotel oggi è molto diffuso nelle città grandi, come Roma e Milano ed è usato pochi giorni al mese ma anche con soluzioni settimanali: “Può essere la scelta per un giorno solo o per un intero mese - dice Simon Botto - La media per il momento è di 5 giorni al mese, segno che lo smart working in hotel è visto come una coccola, un momento di tranquillità per staccare, magari, da quello domestico”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'estate i nostri hotel con piscina hanno visto prenotazioni del +54% rispetto allo stesso periodo del 2020, dall'avvento dell'autunno i servizi più prenotati sono gli accessi SPA e le cene nei ristoranti, rispettivamente +163% e +45% rispetto allo stesso periodo del 2020.

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