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Ornella Vanoni: "La vaccinazione anti covid deve essere obbligatoria"

La cantante alla Mostra di Venezia con il film di Elisa Fuksas ‘Senza fine’, “i no vax non li capisco”

10 Settembre 2021

Ornella Vanoni: "La vaccinazione anti covid deve essere obbligatoria"

Venezia, 10 set. (Adnkronos) - “La vaccinazione deve essere obbligatoria. Come è stato per il vaiolo o la poliomielite”. Ornella Vanoni ha lanciato il suo appello pro-vax dalla Mostra del Cinema di Venezia dove è protagonista oggi del film di Elisa Fuksas ‘Senza fine’ e dove ha ricevuto il Soundtrack Stars Award alla carriera.

“L’unica perplessità su questo vaccino è che è stato fatto in fretta ma ha salvato un sacco di persone. Io i no vax non li capisco. Vogliono essere liberi di cosa? Di morire? Pure il no al green pass non lo capisco, anche se ho amici come Massimo Cacciari che sono contrari. Io francamente non vedo il problema, non vedo questa limitazione di libertà“, ha concluso la cantante.

Il film di Elisa Fuksas, presentato alle Giornate degli Autori, è stato accolto da una standing ovation, applausi e risate a scena aperta. La cantante 86enne ha accompagnato al Lido il docufilm che è un incontro-scontro con la regista tra ricordi e canzoni, ambientato in una beauty farm alle Terme di Castrocaro.

“Non è un film definitivo sulla Vanoni… è un film sul nostro incontro ed è sgangherato come lo siamo noi…. Ornella mi ha insegnato ad essere coraggiosa”, ha detto la regista. “Io non ho mai recitato, sono sempre stata me stessa”, ha sottolineato Ornella Vanoni. Che non ha negato la fatica per la lavorazione del film, con momenti di ‘ammutinamento’ che la regista ha incluso nel docufilm: “In alcuni momenti ho pensato di morire. Alcune cose erano oltre le mie possibilità, come la richiesta di girare in piscina dopo cena. Ma siamo matti?”, ha raccontato la cantante che nel film confessa anche di non capire come mai uno dei brani più amati del suo repertorio sia ‘L’Appuntamento’, “una canzone così triste”. “Probabilmente la frase iniziale, ‘ho sbagliato tante volte’, fa sì che ci si identifichino tutti, anche i bambini di 10 anni”.

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