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Green pass europeo dal 1 luglio: come ottenerlo, durata e regole

A partire da domani giovedì 1 luglio entra in vigore il Green pass per circolare su tutto il territorio dell'Unione Europea, tutto quello che c'è da sapere

30 Giugno 2021

Green pass europeo, da domani 1 luglio: come ottenerlo, durata e regole

Europa bandiera (Pixabay)

Entra in vigore da domani giovedì 1 luglio il Green pass europeo, il certificato digitale che permette di viaggiare liberamente in tutta l'Unione Europea. Ecco come ottenerlo, la durata e le regole da seguire per un viaggio senza preoccupazioni.

A seguito del voto del Parlamento europeo del 25 marzo e dell'accordo provvisorio firmato dal Consiglio europeo il 20 maggio per accelerare la sua attuazione, il Green pass europeo sarà operativo a partire da domani. Il Green pass europeo certifica che una persona è immunizzata, è risultata negativa al test per il Covid19 o ha ricevuto un vaccino. Il Green pass avrà  un codice QR per proteggere i dati dei cittadini. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

Green pass europeo da domani: tre certificati diversi e prima dose

Il certificato digitale consente ai cittadini di viaggiare in sicurezza, 
facilitando gli spostamenti rispetto ai vincoli a cui eravamo abituati negli ultimi mesi. Il Green pass è studiato per essere accessibile, semplice da utilizzare e portare con sé ma soprattutto sicuro per la tutela dei dati dei cittadini Ue. 

La certificazione cambia in base al tipo di immunizzazione ottenuta, ovvero:

  • vaccinazione: spetta agli Stati membri decidere se rilasciare il Green pass a seguito della prima o della seconda dose di vaccino. Nel caso dell'Italia, quindi, via libera anche i vaccinati con solo la prima dose da almeno 15 giorni;
  • Test Covid19: in questo caso fa fede sia il tampone molecolare che rapido;
  • Certificato che conferma la guarigione dal Covid19. 

Green pass europeo: come ottenerlo e durata

La certificazione rilasciata al completamento del ciclo di vaccinazione deve essere richiesta dal diretto interessato direttamente presso la struttura nella quale completa il ciclo di vaccinazione. La certificazione di avvenuta vaccinazione ha una validità di sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria o dal sanitario che effettua la vaccinazione, al momento stesso dell’effettuazione dell’ultima dose prevista. La certificazione è disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico del vaccinato. Anche chi ha effettuato solo la prima dose potrà ottenere il Green pass, purché siano passati almeno 15 giorni dalla prima dose e durerà fino al momento della seconda dose, quando verrà sostituito da un nuovo certificato.

Il Green pass per tampone negativo viene rilasciato dalla struttura che effettua il test e ha una validità di 48 ore dall’esecuzione del test. La certificazione viene prodotta, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche, da quelle private autorizzate o accreditate e dalle farmacie che svolgono i test previsti o dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta.

Per quanto riguarda i soggetti guariti dal Covid, la validità del certificato verde resta di sei mesi a partire dal momento della guarigione. In questo caso il certificato deve essere richiesto alla struttura ospedaliera nella quale è avvenuto il ricovero o al medico di base nel caso in cui non si fosse reso necessario il trasferimento in ospedale. Ha una validità di sei mesi dalla guarigione stessa ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero o, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è resa disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. 

In tutti i casi è possibile recuperare la Certificazione verde al sito nazionale dedicato www.dgc.gov.it tramit Spid o Carta di identità elettronica. 

Green Pass privacy, cosa non fare: "È pericoloso"

Da quando il Green Pass è attivo sempre più persone hanno iniziato a pubblicare sulle proprie pagine social la foto del loro QR-Code personale. Sicuramente lo hanno fatto perché mossi dalla voglia di condividere la possibilità di muoversi liberamente, ma nell'enfasi del momento non hanno prestato attenzione ai pericoli che il loro gesto potrebbe causargli. Si tratta infatti proprio di questo, di una scelta pericolosa. Il QR-code presente all'interno del certificato contiene molte informazioni personali e sanitarie.

L'allarme è stato lanciato dal Garante della Privacy, che in una nota esorta i cittadini a "resistere alla tentazione di esibire il green pass, limitandoci a condividere la notizia con il mondo senza mostrare il codice elettronico". 

Green Pass privacy, perché è pericoloso 

Il componente del Garante per la protezione dei dati personali, Guido Scorza ha spiegato sul proprio sito che il QR-code presente nel Green pass rappresenta "una miniera di dati personali invisibili a occhio nudo, ma leggibili da chiunque avesse voglia di farsi i fatti nostri".

Cosa è contenuto nel QR-Code del Green Pass? Molti dati personali, anche se ridotti all'essenziale, ma comunque sensibili: nome, data e luogo di nascita, dosi di vaccino effettuate ma anche eventuali rapidi e molecolari. "Il rischio - continua Scorza - è di lasciare in giro per il web una traccia dei propri dati sanitari, che potrebbe essere utilizzata per finalità malevole. Ad esempio, dai dati estrapolati dal green pass un datore di lavoro può desumere che un cittadino abbia patologie incompatibili con il vaccino o che sia contrario ad esso, e sulla base di queste informazioni negare un lavoro stagionale. O ancora, per truffe mirate o operazioni di profilazione commerciale". "La circolazione di molti QR-code, conclude Scorza, "potrebbe facilitare anche la circolazione di certificati falsificati che metterebbero a rischio l'obiettivo della circolazione sicura, motivo principale per il quale il Green pass è stato creato". 

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