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Benedetto Croce

Fornice Objects, i progetti in esposizione in occasione del Fuorisalone

Progetti realizzati Chiara Ravaioli che esplorano il legame tra la ricerca sui materiali e l'uso di software di modellazione di ultima generazione applicati alle tecniche di stampa analogica

05 Settembre 2021

La designer Chiara Ravaioli, si è laureata in Spatial Design presso la University of the Arts di Londra nel 2016. Ora lavora e vive in Italia. Come Spatial Designer, Chiara progetta interni e cura e dirige lo spazio espositivo Cantine di Palazzo Rava a Ravenna, dove si trova il suo studio. Chiara lavora anche come architetto d'interni per l'impresa di costruzioni italiana, i cui investimenti sono in edifici settecenteschi per dare agli spazi una nuova vita e uno scopo commerciale.

Nel 2018 Chiara ha iniziato il suo progetto personale, Fornice Objects, che esplora il legame tra la ricerca sui materiali e l'uso di software di modellazione di ultima generazione applicati alle tecniche di stampa analogica. Utilizza una tecnologia rapida, ripetibile e rigorosa per fare dichiarazioni audaci ma eteree. Per l’anno 2019 è stata docente ospite all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna per il corso di laurea in Product Design.

Fornice Objects, i progetti in esposizione al Fuorisalone

Per il Fuorisalone 2021 Fornice Objects interpreta il tema dell'acqua per Artemest con due modelli inediti della sua collezione Issey. La lampada da tavolo Issey esplora l'acqua nella sua più pura cristallinità olfattiva così che la luce attirata nelle sue forme offusca le ombre. Al contrario, il Vaso Issey porta l'osservatore in una profondità inquietante che ci immergerà nell'oscurità e lì scoprirà la sua particolare bellezza.

Non solo la superficie ondulata e sfaccettata è un elogio dell'acqua, ma anche il materia di cui sono fatti. Stampato in 3D utilizzando il miglior PLA rinnovabile biomassa derivata dal mais, il prodotto è biodegradabile al 100% in rispetto dell'acqua.
Il vaso Issey e la lampada da tavolo Issey sono realizzati in modo unico riutilizzando materiali di scarto, combinando diverse tavolozze di colori per dare loro un ombreggiatura unica insostituibile.

Queste piccole architetture sono realizzate in PLA (acido polilattico derivato da fonti rinnovabili come il mais) e la fibra naturale di origine agricola scarti che ne determinano il colore: pomodoro (rosso) erba (verde) canapa (legno) e semi di melograno (verdastro). 

Nella leggerezza delle sue forme, ogni modello cerca un riferimento in  Il mondo di oggi; si trasforma così nella storia che viene esplorata e poi restituito nei suoi materiali più essenziali, che a volte diventano morbide, piegate, colorate, animate.

La collezione India Vases esplora diverse tavolozze e superfici utilizzando vetro grezzo che sembra sabbia al tatto. Il vaso Mumbai gioca con le ombre proprio come la sabbia bagnata arricchisce la profondità visiva delle dune. Ogni pezzo è realizzato lentamente con macchine e mani, negoziando silenziosamente due elementi contraddittori, come la porcellana e la stampa 3D.
Per rompere la ruvida porosità di gres e porcellana, due pezzi in collaborazione con Bottega Vigno saranno presentati i ceramisti li.

La mostra dei vasi si chiama 'Mitti', suolo in hindi. Mitti fa parte del collettivo mostra Roots to Matter, a riflessione sulla pratica del design nella sua connessione con il radici culturali e materiali della designer.

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