Chi è Jessica Foster, la sexy soldatessa Usa creata con l’AI, dalle foto con Trump nello Studio Ovale alla posa con Putin
La finta soldatessa dell’esercito americano — progettata per incarnare l’immaginario ideale dell’elettore medio del movimento MAGA — è riuscita a raccogliere oltre un milione di follower su Instagram in appena quattro mesi
Jessica Foster è una soldatessa americana che non esiste. È stata creata con l’intelligenza artificiale per sembrare una vera soldatessa e conquistare il pubblico dei social dato il suo lato sexy. In pochi mesi ha raccolto oltre un milione di follower, tra contenuti virali e immagini costruite ad arte: dalle foto con Donald Trump fino alle pose accanto a Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, tutto era AI.
Chi è Jessica Foster, la sexy soldatessa Usa creata con l’AI, dalle foto con Trump nello Studio Ovale alla posa con Putin
La finta soldatessa dell’esercito americano — progettata per incarnare l’immaginario ideale dell’elettore medio del movimento MAGA — è riuscita a raccogliere oltre un milione di follower su Instagram in appena quattro mesi. Un’ascesa fulminea interrotta solo dall’inchiesta del The Washington Post, che ha portato alla rimozione dei suoi account.
Il debutto risale al giorno del Ringraziamento: nel primo video, la giovane — bionda, occhi azzurri, davanti a una bandiera americana e con una camicetta attillata — invitava a lasciare un “like” a “ogni ragazzo etero a cui piace una ragazza dell’esercito americano”. Da lì, una produzione serrata di contenuti: oltre cinquanta tra foto e video, centinaia di migliaia di interazioni e una narrazione costruita nei minimi dettagli.
Le immagini la collocavano nei contesti più sensibili della geopolitica globale. Jessica Foster appariva nello Studio Ovale accanto a Donald Trump, ma anche in scatti costruiti insieme a Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. In altri contenuti veniva ritratta durante presunte operazioni militari o accanto a un caccia F-22 Raptor, fino a scenari legati agli attacchi contro Iran.
Eppure, dietro l’apparente realismo, emergevano numerose incongruenze tipiche dell’intelligenza artificiale. Errori nei testi — come “Boarder of Peace” al posto di “Board of Peace” — divise incoerenti, simboli militari mescolati senza logica. A questi si aggiungevano elementi volutamente costruiti per attirare l’attenzione: abiti mimetici estremamente aderenti, pose sensuali in contesti militari, dettagli estetici studiati per massimizzare l’engagement.
La narrazione era completata da didascalie provocatorie e video costruiti ad arte, come finte scene di vita in caserma tra colleghe. Ma l’obiettivo finale, secondo gli esperti citati dal Washington Post, non era solo politico. Il profilo Instagram funzionava come un’esca per indirizzare gli utenti verso una pagina a pagamento su OnlyFans, dove veniva promesso materiale esplicito.
A smascherare l’intera operazione è stata proprio l’indagine del quotidiano americano. Nessuna traccia ufficiale di Jessica Foster nelle forze armate statunitensi, nessuna identità verificabile. Contattato dai giornalisti, il gestore anonimo del profilo ha scelto il silenzio, pubblicando anzi nuovi contenuti falsi nel tentativo di alimentare la narrazione.
La reazione delle piattaforme è stata rapida: Instagram ha rimosso l’account per “violazione delle regole della piattaforma”, mentre OnlyFans ha chiuso il profilo collegato per mancato superamento dei controlli sull’identità.
Il caso Foster, tuttavia, non è isolato. Su TikTok, Instagram e X si moltiplicano profili gestiti dall’intelligenza artificiale che simulano soldatesse, agenti o lavoratrici, spesso con un mix di patriottismo e contenuti allusivi.