Gaza, il dolce turco Halkoum prodotto tra le rovine: la storia di resilienza di Sufyan Al-Rifi conosciuto come “Abu Ahmad”

La storia di Sufyan Al-Rifi è più di un racconto sulla produzione di dolci—è una testimonianza della resilienza umana di fronte alle avversità. Riflette la determinazione a restare aggrappati alla vita e a creare momenti di gioia anche nei momenti più bui, dimostrando che la speranza può nascere dalle macerie

In uno degli ambienti più duri al mondo, dove il suono dei bombardamenti si fonde con il tessuto della vita quotidiana, emergono potenti storie umane—storie che riflettono la capacità di resistere e ricostruire. Tra queste c’è la storia di Sufyan Al-Rifi, conosciuto come “Abu Ahmad”, che ha trasformato il suo umile mestiere di produzione di halkoum (delizia turca) in un messaggio di speranza nel cuore di Gaza.

Prima dello scoppio della guerra, Abu Ahmad possedeva e gestiva due fabbriche dolciarie nei quartieri di Tal al-Hawa e Al-Tuffah. La sua attività garantiva un sostentamento stabile per sé e per diversi lavoratori. Tuttavia, questa stabilità è stata distrutta quando entrambe le fabbriche sono state rase al suolo dai bombardamenti aerei, costringendolo a continui sfollamenti alla ricerca di sicurezza e di una nuova possibilità per ricominciare.

Nonostante queste perdite devastanti, Abu Ahmad ha rifiutato di cedere alla disperazione. Nell’area di Mawasi, a Khan Younis, ha ricostruito il suo lavoro da zero, sfidando la grave carenza di risorse e le difficoltà delle condizioni di guerra. “Abbiamo aperto una fabbrica a Mawasi e ci siamo messi al lavoro—Dio ci ha reso tutto più facile,” afferma, esprimendo una fede profondamente radicata nella resilienza e nella perseveranza.

Eppure, le difficoltà non sono finite lì. Dopo aver tentato di ristabilirsi aprendo un’altra fabbrica a Nuseirat, il sito è stato nuovamente bombardato. Lo stesso destino si è ripetuto a Rafah, dove una nuova fabbrica da lui avviata è sopravvissuta solo cinque mesi prima di essere distrutta. Nonostante le devastazioni ripetute, Abu Ahmad resta determinato, dichiarando: “Non stiamo solo producendo dolci—stiamo creando felicità per le persone in questi tempi difficili.”

Oltre alla distruzione e agli sfollamenti, affronta anche gravi sfide economiche dovute al blocco e alla chiusura dei valichi di frontiera. Queste condizioni hanno causato una grave carenza di materie prime e attrezzature. “Non ci sono materie prime, né macchinari—niente… ci siamo costruiti dal nulla,” spiega. I prezzi sono saliti alle stelle, con un singolo sacco di zucchero che arriva a costare quasi 8.000 dollari a causa delle catene di approvvigionamento interrotte e della mancanza di supporto.

Il suo team è stato costretto ad adattarsi a una scarsità estrema, partendo letteralmente da zero—senza nemmeno strumenti di base come tavoli da lavoro o attrezzature per cucinare. Nonostante ciò, continuano a produrre, facendo affidamento sulla loro esperienza, creatività e determinazione incrollabile.

Nonostante tutto, Abu Ahmad resta fiducioso. “Preghiamo per la tranquillità e il sollievo, perché la vita torni a com’era e perché Gaza venga ricostruita,” afferma.

La storia di Sufyan Al-Rifi è più di un racconto sulla produzione di dolci—è una testimonianza della resilienza umana di fronte alle avversità. Riflette la determinazione a restare aggrappati alla vita e a creare momenti di gioia anche nei momenti più bui, dimostrando che la speranza può nascere dalle macerie.

Di Salma Kaddoumi
Corrispondente da Gaza per Il Giornale d'Italia