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Benedetto Croce

"Graduation Highlights 2021", la mostra alla Borderline Art Space di George Pleșu

Una mostra di arte contemporanea a Iasi in Romania, evoca una realtà di arte contemporanea europea

Di Davide Tedeschini

22 Luglio 2021

Mercoledì 21 luglio alle 18 parecchie persone con mascherina nonostante l'acquazzone si sono riunite all'inaugurazione della mostra "Graduation Highlights 2021", alla Borderline Art Space di George Pleșu, una delle maggiori gallerie d'arte contemporanea della Romania, che si trova nel nordest - a Iasi, in via Belvedere 18.  Un'iniziativa di promozione di giovani artisti giunta alla sua sesta edizione. Una giuria di docenti dell'Università Nazionale delle Arti "George Enescu" di Iasi e rappresentanti della galleria hanno selezionato una serie di progetti di tesi di laurea. Hanno esposto Luminița Afloarei-Lupuca; Oana Bejinari; Răzvan Ciprian Cozma; Alina Sărăcuțu (coord. Prof. Dr. Cristian Neagoe); Alexandra Macarie (coord. Prof. Univ. Dr. Zamfira Bârzu); Mihai Savin (professore associato coordinatore dr. Simion Cristea, docente univ. Dr. Mihai Vereștiuc); Alina Madlen Bădeanu (coord. Conf. Dr. Bogdan Maximovici), Adina Elena Damian (coord. prof. dr. Maria Urma, lect. Dr. Ramona Biclusca). La mostra era costituita da pitture e sculture di diversi linguaggi e tuttavia essendo personalità molto differenti é emersa dalla mostra una sorta di disagio latente trasfigurato in visi tumefatti e bendati, come ricomposizione della identità femminile nelle pitture di Alina Sărăcuțu; valigie e borse da viaggio come ipostatizzazione del viaggio o dello sradicamento, fatte in terracotta come evocazione delle mura di una casa (Alina Madlen Bădeanu, con un passato di studi in Italia); Rimozione e accettazione sotto forma di un gioco di occultamento, nelle pitture di personaggi celati dietro vari oggetti, piante, mobili di casa di Oana Bejinari, analogamente nelle allegorie zoomorfe di Alexandra Macarie dove queste censure sono in forma di animali di fiabe infantili che evocano il legame a tradizioni ancestrali, o a Răzvan Ciprian Cozma dove le persone sono disconnesse seppur sedute a poca distanza o separate da connessioni in forma di tubazione;  nonché rappresentazione di incendio come catarsi della potenza latente che preme per divenire conscia o fobia-identificazione per un evento scatenante (Luminița Afloarei-Lupuca); in conclusione l'habitat inteso come distanza tra il quadro e l'autore come vuoto e 'assenza' di Mihai Savin. E' interessante come certe opere siano in sintonia con le tematiche espresse dalle ultime biennali di Venezia dove appunto le istanze delle popolazioni che si trovano ai bordi di un concetto dell'Europa - sempre se ciò culturalmente vada oltre il semplice meltinpot - sentono come proprie e tentino con grandi sforzi soprattutto merito delle gallerie d'arte contemporanea (trasformatesi in agenzie pubblicitarie nelle società opulente), in un paese, la Romania, che aderisce a Schengen con un sub-accordo e all'area euro dal 2024, sembra che questo imminente passaggio venga emotivamente percepito dagli autori delle opere in mostra come terremoto, ancor più che dell'emergenza covid ormai alla conclusione, considerata un epifenomeno sanitario della globalizzante adesione all'Euro e una delle tante conseguenze sociali e psicologiche dell'adesione. Le opere di buona fattura, possono essere contemplate fino al 15 agosto 2021.

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