Sale la febbre del Natale. Si illuminano le luminarie e l'albero d’artista “Pensiero Verde” alla Renaissance Hotel Mediterraneo di Napoli. Toto e Teresa Naldi, anfitrioni di una serata scintillante, con Gian Barbato. Ospiti da ogni dove.

Jingyi Zhang, Yinuo Lu, Yuxin Zhu hanno le stelline negli occhi a mandorla  quando vedono illuminarsi l’albero di Natale. Non uno qualsiasi, non il classico abete verde, ecologico o di bosco. Ma un’installazione originalissima che richiama la tradizione del vicolo napoletano.  Panieri che salgono e che scendono trasformati in punti luce appesi a una struttura metallica piramidale, con sottofondo le voci dialettali che rimbalzano tra i muri antichi.  Un po’ paniere solidale che strizza l’occhio alla sostenibilità, adornato di fiori di ciliegio.  Visto che l’artista Gian Barbato é un geniale architetto e flower designer, il suo atelier di Via Cavallerizza é un punto di riferimento per le signore dall’animo green. La scelta di una chioma fatta di  fiori di ciliegio “ecologici” ma fuori stagione é un richiamo alla tradizione del vicolo e ai cambiamenti climatici. La scelta di  materiali di uso comune  è il simbolo dello spirito di adattabilità dei napoletani. 
Un’opera site-specific, l’albero d’artista, compie diciotto anni. Un installazione fortemente voluta da Toto e Teresa Naldi, pionieri di un concept copiato da tutti.  Jingyi, Yinuo e Yuxin, nomi scioglingua, dottorande in alla Facoltà di Architettura, un’eccellenza  della Federico II. Un’ università proiettata nel mondo. Ai miei tempi lo studente più lontano veniva da Potenza.  Per la prima volta hanno lasciato  la Cina. Il loro regime non tollera cervelli in fuga. Figlie di quel sistema autocratico che imponeva alle famiglie un solo figlio. Una legge oggi abolita. Figlie uniche, studiosissime e una grazia che viene loro da un’altra educazione. Per la prima volta  a Napoli che la vivono come Alice nel Paese delle Meraviglie. Francesco Naldi, anche lui gentiluomo d’altri tempi, figlio di Toto e Teresa, ma sopratutto ambasciatore di quell’accoglienza che i napoletani si portano nel dna, si avvicina e porge loro un biglietto da visita. Abbassano gli occhi, un accenno di inchino, un sussurro, grazie. Intorno a loro vassoi di dolcezze gourmet e tanti amici: Francesco Di Palma, Massimo Fontana, Gigi Mingione, Mino Cuciniello, Sergio Cappelli, Elena Iannone, Fiorella Alfarano e Fiorella Di Lauro, Rosita Puca e Mimmo Tuccillo, Francesco e Antonella Tucillo, Peppe e Claudia De Rosa. E che bel ritrovarsi con Sergio Iannuccilli, il mio primo editore, di Napoli City, il primo magazine di cultura trasversalmente pop e fucina di giovani talenti, ispirato al mitico magazine Interview di Andy Warhol.