Mai piu’ latrine e fetore in piazza Plebiscito. E la Sovrintendenza cosa fa? Nulla...

Petizioni e proteste contro il concerto di Liberato. E contro il concerto di Gigi d’Alessio l’anno prossimo. La prevenzione è meglio della cura. E’ uno scempio alla città già ferita a morte dopo l’omicidio di Giogio.

A scendere in piazza metaforicamente parlando  è l’avvocato Antonella Esposito Gagliardi che si occupa del caso Caivano. Dagli abusi alle fanciulle minorenni all’abuso che si fa di una delle piazze più belle del mondo.
Prima doveva essere un giorno, poi le date del concerto di Liberato sono diventate tre. Ma chi è costui? Un rapper che gira incappucciato.
Nelle stesse ore in cui si consumava in prefettura un summit straordinario sull'ordine pubblico con le massime autorità istituzionali, presente anche il ministro Piantedosi. E proprio sotto i suoi occhi si consumava l’ennesimo sfregio alla piazza piu’ rappresentativa della città. 
Nello slargo di Palazzo Reale un’infilata di gabinetti pubblici prendeva forma proprio davanti alle nicchie dove erano incastonate  le otto statue delle otto dinastie regnanti, dai normanni ai Savoia, passando per gli Angioini, aragonesi, francesi, spagnoli, tutti testimoni della Napoli capitale d’Europa di prima grandezza. 
I wc chimici  servono alle impellenti esigenze dei 25mila paganti per il concerto, 25mila ogni sera, dunque 75mila in totale. Gigi d’Alessio, a lui cinque date lo scorso maggio, in fondo, si era accontentato solo di sederne 12 mila a sera. 
“Sono mortificata per l’immagine che diamo di questa città, anche mediaticamente. Immaginiamo turisti stranieri ignari  del concerto che vanno a visitare Palazzo Reale e passano davanti al brutto vedere di gabinetti  con diffusione di olezzi vari”, interviene l’avvocato Esposito.
Possibile che della venuta del ministro Piantedosi due mesi fa a Piazza Plebiscito, non ne abbiamo fatto tesoro? Eppure  un tesoretto di ben 3 milioni di euro ce li ha promessi subito, per restituire dignità e decoro alla piazza ( che poi vuol dire restituirla a noi stessi).  Perchè  la Piazza Pubblica è anche casa nostra, un bene comune da tutelare anche per i turisti, sempre di piu’ che vengono a Napoli. Questa una sintesi della petizione che sta raccogliendo centinaia di  adesioni anche di chi abita in zona Monte di Dio / Egiziaca/ costretti ai strimpellamenti spacca/timpani e a una sorta di lockdown, prigionieri nella città transennata. Mentre  gli esercenti della zona devono chiudere le loro attività alle 4 del pomeriggio.
" Dovrebbe rabbrividire anche  la Soprintendenza che ha ostacolato per lungo tempo i lavori della metropolitana nella piazza per  salvaguardarne l'integrità  storico/ artistica. E invece  i dotti che ci amministrano promuvono la paralisi del centro della città  con manifestazioni da mercato rionale di provincia. Accanto al San Carlo si  bancarelle che vendono come al suk magliette con la scritta "Liberato".  Per me che mi  sono occupata della città  metropolitana e del decentramento rilevo che il sindaco continua nell’ idea di una di città  striminzita e mai allargata. E infine pensare al fetore di urine che circondera' gli ospiti durante lo spettacolo!”, conclude l’avvocato.
Nelle stesse ore Baccala Re nel cortile di Maschio Angioino, altro monumento immenso del patrimonio napoletano e il Bufala Fest a Piazza Municipio. E’ la somma perfetta. 
Firmate, firmate, magnifica gente di Napoli.