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Carla Fracci è morta: le sue foto più belle dal Teatro alla Scala di Milano

Carla Fracci, la Signora della Danza italiana, stava male da diversi giorni. Il decesso è arrivato nella mattinata di venerdì 27 maggio

27 Maggio 2021

Carla Fracci è morta. La Signora della Danza italiana, regina dei palcoscenici mondiali, si è spenta a Milano il 27 maggio, all'età di 84 anni. A quanto risulta, l'artista stava male da diversi giorni ma voleva mantenere uno stretto riserbo sulle sue condizioni di salute. La sua ultima apparizione è stata alla Scala due mesi fa dove ha tenuto una masterclass su 'Giselle'.

Carla Fracci è morta: le sue foto più belle da La Scala di Milano

La morte di Carla Fracci segue di pochi giorni quella di un altro artista, Franco Battiato, scomparso a metà maggio, colorando così ancora più di nero questo tragico mese. Le sue immagini, mentre piroettava alla Scala rimarranno per sempre nella storia. Interpretazioni memorabili di ruoli romantici e drammatici che hanno reso Carla Fracci una stella in tutto il mondo. Con la sua grazia ha saputo dare forma e spessore a personaggi femminili memorabili come Giselle, La Sylphide, Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini e Medea.

Calra Fracci ha inoltre danzato coi più illustri partner del mondo della danza: dai ballerini russi Rudolf Nureyev e Vladimir Vassiliev, passando per Paolo Bortoluzzi, fino ai più giovani Massimo Murru e Roberto Bolle.

Chi è Carla Fracci

Carla Fracci è una danzatrice italiana amata e apprezzata in tutto il mondo. È nata a Milano il 20 agosto del 1936. Ha studiato alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala con Vera Volkova dove si è diplomata nel 1954 ed è divenuta prima ballerina del Piermarini nel 1958. La sua ultima apparizione è stata proprio alla Scala due mesi fa dove ha tenuto una masterclass su 'Giselle'.

Carla Fracci è una donna di umili origini. Suo padre, Luigi Fracci, era alpino sergente maggiore in Russia e sua madre, Rocca Santina, era operaia alla Innocenti di Milano. Ha una sorella Marisa Fracci, anch'essa ballerina di danza classica, formatasi presso la scuola di ballo del teatro alla Scala di Milano. Con l’inizio della guerra Carla e la sua famiglia sfollarono presso la campagna di Volongo dalla nonna materna Argelide. Lì Carla vive un'infanzia felice circondata dalla natura, in cui si sentiva a suo agio trascorrendo le giornate in campagna e in compagnia dei cugini. Con l’inizio della scuola elementare si trasferisce dalla zia a Ca’ Rigata di Gazoldo degli Ippoliti, per poi fare ritorno a Milano al termine della guerra, dove suo padre divenne impiegato dell’azienda tranviaria come bigliettaio. Spesso i suoi genitori la portavano con loro al Circolo ricreativo dell’azienda di trasporti di suo padre, e fu lì che alcuni amici dei suoi genitori notarono in lei uno spiccato senso del ritmo e li convinsero a farla provare l’audizione al Teatro alla Scala. Supera l’esame perché interessati al “suo bel faccino”, ma i primi anni furono duri perché Carla sentiva nostalgia degli spazi aperti in quell’ambiente rigido a cui fu difficile abituarsi nonostante i continui rimproveri della maestra, che la considerava ricca di doti ma svogliata. Fondamentale sarà l’incontro con Margot Fonteyn che permetterà a Carla di cogliere il senso di tutto quel lavoro, iniziando a sentire il teatro come “casa”.

Carla Fracci sin dal 1946 studiò alla scuola di ballo del Teatro alla Scala con Vera Volkova ed altri coreografi, diplomandosi nel 1954. Dopo due anni divenne danzatrice solista, quindi prima ballerina nel 1958.

Si sposò nel 1964 con il regista Beppe Menegatti, dal quale ha avuto un figlio, Francesco. Il marito si è occupato della regia di quasi tutte le creazioni da lei interpretate.

La sua notorietà si lega alle interpretazioni di ruoli romantici e drammatici, quali Giselle, La Sylphide, Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini, Medea. Ha danzato con vari ballerini, tra i quali Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Marinel Stefanescu, Alexander Godunov, Erik Bruhn, Gheorghe Iancu, Roberto Bolle.

Eugenio Montale le dedicò una poesia, La danzatrice stanca, inserita nel Diario del '71 e del '72, uscito nel 1973.

Nel 1982, è stata protagonista di una fiction televisiva, lo sceneggiato RAI, diretto da Renato Castellani, Verdi, dove ha interpretato il ruolo di Giuseppina Strepponi, soprano e seconda moglie del grande compositore 

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