Atelier e manifattura: a Milano Moda Donna le collezioni della tradizione artigianale italiana rivisitata

Dallo stile country alle sinuosità delle sirene con capi fatti apposta per viaggiare o per sfilare in modo raffinato e potente nell’universo femminile.

La sfilata di Tod’s celebra la grande tradizione artigianale italiana e i maestri delle diverse arti.

Al centro della ricerca stilistica del direttore creativo Matteo Tamburini i pellami sono i veri protagonisti, morbidi e leggeri, trattati con lavorazioni selleria, impunture precise e finiture a mano.

Fra i capi mostrati, abiti, trench e peacoat sartoriali, bomber trapuntati, gonne e pantaloni in Pashmy, accanto ad accessori come borse e bauletti, mocassini a punta arrotondata, stivaletti e sneaker della serie Gommino ultra-flessibili.

La cifra distintiva della Maison Brunello Cucinelli sono le tecniche manifatturiere sempre preziose che per la stagione autunno-inverno 2026 evolvono in una estetica country couture, lo stile sportivo e romantico che si vede nelle campagne britanniche.

Il confine tra vestiti per il giorno e i look da gran sera sfuma, entrambi regolati su matericità tattile, tridimensionale, tra densità e trasparenze.

La viaggiatrice cosmopolita moderna veste Ports 1961, marchio che festeggia il 65° anniversario della fondazione, guardaroba di stagione dedicato alla donna che si muove con disinvoltura, disegnato da Francesco Bertolini e presentato presso la Fondazione Sozzani di Milano.

Capi spalla essenziali e dal taglio impeccabile uniti a trench, soprabiti e blazer, maglieria a coste e mise che riportano il nodo come motivo ricorrente, ad esempio, top annodati, capispalla drappeggiati e gonne avvolgenti.

Nella prestigiosa cornice della Biblioteca Nazionale Braidense, presso la Pinacoteca di Brera di Milano, il regista e direttore artistico Giuseppe Silvestrin dirige lo spettacolo della casa di moda Giada che sfila la sua collezione partendo da uno scenografico petalo di fiore ondulato, ad apertura e chiusura della messa in scena.

Eteree, femminili ed anche audaci, le donne indossano i raffinati look di Gabriele Colangelo che ha eletto proprio il fiore orchidea a musa ispiratrice degli abiti.

Armoniosi ramage e ricami tridimensionali si posano sui tagli geometrici e sculortorei delle silhouette aggraziate e rese un poco sensuali da studiati scolli profondi e schiene nude.

Il rigore sartoriale e il romanticismo giocoso di Vivetta mettono in scena un ballo immaginario dove donne-cigno aristocrariche si abbigliano di surrealismo gotico da lady inglese.

Rombi e ricami argyle, drappeggi, fiocchi e volumi inaspettati regalano una dimensione onirica alla Salvador Dalí dove, a sorprese, debutta anche la linea per uomo, un mix fra eleganza principesca e spigio sportivo.

La donna dell’atelier Brioni punta sulla eccellenza sartoriale declinata al femminile.

Giacche proposte in versioni monopetto e doppiopetto, costruite per accarezzare il corpo come una seconda pelle.

I nuovi cappotti reversibili e la Safari jacket rivelano l’accoppiata con maglieria e sciarpe avvolgenti, alterante a camicie con colli e polsini a contrasto, motivi plissettati e pettorina.

L’alta sartoria è anche il punto di partenza per Kiton con le sue proposte di tailleur completo di giacca, cravatta e pantalone, un codice apparentemente maschile che viene reinterpretato con volumi ampi, linee sinuose e proporzioni contemporanee per la donna.

Lunghi cappotti e over jacket, maglieria preziosa con sottili fili bouclé oro, ricami e micro cristalli, ripetuti anche sui magnifici tuxedo per la sera.

E’ Federica Bonifaci da Vitale Barberis Canonico a unire le architettoniche costruzioni sartoria ai tessuti di pregio.

Il modello a cappa diviene capo identitario, trasversale e trasformativo, corto o più lungo, avvolgente e sempre pronto ad accompagnare il movimento. Le calde lane scelte sono strutturate e consistenti oppure si fattura extra fine come il filato Super 150’s.

Fibre preziose e silhouette sobrie avvolgenti e fluide riassumono il marchio Agnona che festeggia oltre 70 anni dalla sua fondazione con Francesco Ilorini Mo.

I capi tutti sartoriali portano motivi floreali astratti, ricami e tattilità, secondo un comfort funzionale e raffinato. Il menswear segue lo stesso percorso guidato da tattilità e senso del movimento discreto.

Al mattiniero show di Luisa Beccaria si accede attraverso le nuove sale della recente ristrutturazione di The Carlton, a Rocco Forte Hotel, posto ideale per visionare una collezione intitolata Celebrations.

Abiti e tailleur poetici e romantici a iosa, ogni stoffa ritrovata ha il suo capo creato: lo scozzese in gonne ampie e cappotti, il tweed intrecciato e impreziosito da paillettes, i jacquard sovraricamati e i tulle con piccoli fiori incastonati.

Nella boutique Erika Cavallini di Via della Spiga 19, Fabrizio Corbo introduce la sua nuova collezione Forget Me Not creata in uno scenografico paesaggio marino sospeso tra sogno e memoria.

Gli abiti pensati per sirene mitologiche, figure simboliche e poetiche, hanno garze e leggere trasparenze e avvolgono il corpo in modo potente e gentile.

Martino Midali sceglie Palazzo Bovara come location per editare le sue silhouette verticali e allungate, modelli che accompagnano il corpo senza costringerlo.

Spalle morbide, lunghezze sotto il ginocchio e volumi continui, disegnano una figura urbana che rilegge la tradizione sartoriale in chiave fluida e rilassata.

Ci sono cappotti in lana con ampi colli e chiusure decentrate, gonne diritte e maglieria grafica e compatta, a creare una nuova profondità estetica e tattile.