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The Story of My Blush, quando il luxury streetwear incontra accessibilità e inclusione

Di Victor Venturelli

01 Marzo 2022

A volte basta poco per creare un brand di abbigliamento capace di attirare da subito consenso consolidandosi come punto di riferimento nel mondo del luxury streetwear: è il caso di The Story of My Blush, il progetto imprenditoriale di Beatrice Bozzuto, foto-modella emiliana la cui carriera nel mondo della moda è iniziata dalla sua partecipazione nel 2013 a Miss Italia. Oggi, oltre a continuare il suo lavoro come indossatrice e modella, ha deciso di allargare i suoi orizzonti vestendo i panni di imprenditrice con un marchio tutto suo.

The Story of My Blush, storia di un brand giovane che piace agli influencer

Il mondo del luxury streetwear da sempre riesce ad avere richiamo sulle nuove generazioni, sempre più proiettate verso un modo di vestire che tenga conto della comodità e della fluidità dei movimenti ma allo stesso tempo rispecchi un senso di community e sia cool.

The Story of My Blush è un progetto ben definito che nasce quasi per caso. Una scommessa portata avanti con determinazione, tanto da essere apprezzata da numerosi influencer che, fin da subito, proprio seguendo il concept del brand, hanno deciso di entrare a far parte di una vera e propria famiglia.

Al centro qualità del prodotto, ricerca del materiale e la scelta di investire in capi minimal, essenziali, specchio di una moda che non guarda all’eccesso ma al pulito, senza fronzoli. Le tonalità degli abiti scelti sono colori pastello, dal grigio al crema, passando per il blu e il rosa. Colori classici che si alternano su hoodie oversize e top sportswear senza perdere il tratto distintivo del brand: il logo che rappresenta un dolce coniglietto dalle guance rosa.

L’intervista alla founder Beatrice Bozzuto

Abbiamo avuto modo di approfondire l’anima del brand con la founder Beatrice Bozzuto che, oggi, a quasi sei mesi dal lancio di The Story of My Blush, si dice soddisfatta dei traguardi raggiunti nonostante il periodo pandemico.

Qual è il concept del brand?

The Story of My Blush nasce dalla volontà di fare un abbigliamento veloce, confortevole ma di alta qualità. Lo scopo era quello di cavalcare la tendenza, mantenendo comunque un tratto distintivo identitario. La formula che rispondeva meglio a questa esigenza era di trovare un prodotto che fosse di qualità e allo stesso tempo accessibile economicamente. Un brand attento alle diversità, proiettato verso un concetto di moda democratica e inclusiva, anche dal punto di vista delle forme e dei materiali. The Story of My Blush si rivolge a tutti, senza distinzioni.

Da dove nasce l’idea del nome?

L’idea del nome blush, che significa arrossire, è da rimandare alla mia infanzia. Quando ero piccolina mio padre mi regalò un coniglietto con le guance rosa dal nome Blush e ogni sera prima di dormire mi raccontava le sue storie. Era un animaletto combina guai, ma dal cuore grande e molto molto timido, proprio come lo ero io.

Quali sono le prospettive per il brand?

Dopo aver investito in Italia in questi primi mesi, ed essendo un brand che viaggia molto con l’e-commerce, la mia idea è di espandere il mercato all’estero. Alla base sicuramente ci sarà la volontà di creare capi di tendenza, sempre legati allo streetwear ma in grado di assecondare i gusti per ogni target di riferimento e mantenendo quel connubio perfetto tra qualità, accessibilità e comodità che sono i tre caratteri alla base di The Story of My Blush.

Molti gli influencer che si sono avvicinati al tuo progetto. Quanto contano per te?

Ovviamente contano tantissimo, si stanno affezionando molto al progetto proprio per i valori che cerca di trasmettere. Il forte valore identitario è alla base delle collaborazioni e spesso mi è capitato che fossero proprio loro a cercarmi per indossare i capi. Diversi i motivi: perché piacciono molto esteticamente oppure perché sono molto pratici e comodi e allo stesso tempo vi sono diverse varianti e tonalità di colore. Una volta indossati spesso mi hanno fatto i complimenti chiedendomi informazioni sulla collezione successiva.

Cosa pensi differenzi The Story of My Blush rispetto ad altri brand giovani?

Sicuramente il fatto che abbia deciso di prendermi il mio tempo per capire il mercato. The Story of My Blush parte dall’idea che per arrivare ad un prodotto di qualità sia necessario prendersi il giusto tempo, senza affrettare le cose e, anzi, cercando di ricevere più feedback possibili nelle prime fasi dell’ideazione.

Un’altra differenza è che spesso noto con grande piacere che gli stessi influencer con cui collaboro si dicono attratti da The Story of My Blush rispetto ai tanti prodotti che ricevono. La motivazione è che considerano i capi di alta qualità e portano ad identificarsi in un’idea di community con dei valori importanti.

Inutile negare che i social e gli influencer siano essenziali per crescere, ma sto riscontrando come oggi, dopo sei mesi di lavoro, molte persone si sentano invogliate ad acquistare nuovamente un capo The Story of My Blush dopo la prima volta e senza che io compia opere di marketing cercando di attirare i clienti.

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