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Virus mette ko la borsa di Milano, energetici sotto attacco

21 Dicembre 2020

Virus mette ko la borsa di Milano, energetici sotto attacco

Avvio di settimana all’insegna delle vendite per le borse europee, messe a tappeto dalla variante inglese del virus. La nuova versione del Covid, che presenta una capacità di diffusione più alta, ha spinto l'avversione al rischio e fatto passare in secondo piano le notizie in arrivo dagli Stati Uniti dove, dopo mesi di trattative, democratici e repubblicani hanno raggiunto l’accordo sul un piano espansivo da 900 miliardi di dollari.

Sul paniere di Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha chiuso a 21.410,51 punti (-2,57%), spicca l’andamento di CNH Industrial e Diasorin, salite rispettivamente dell’1,1 e dello 0,59 per cento. Le performance peggiori sono invece registrate dai titoli del comparto energetico: Tenaris ha segnato un -2,62%, Saipem un -3,93% ed Eni ha registrato la performance peggiore del paniere delle blue chip chiudendo con un -4,37%. Giornata da dimenticare anche per Leonardo e Telecom Italia, scese rispettivamente del 3,19 e del 3,74 per cento.

Lettera anche sulle banche: UniCredit ha terminato con un -3,91%, BPER ha segnato un -4,03% ed Intesa Sanpaolo ha lasciato sul campo il 3,49%. La banca guidata da Carlo Messina ha ceduto crediti in sofferenza per 4,3 miliardi di euro.

“L’operazione, che prevede un prezzo di cessione del portafoglio - anche tenendo conto del prezzo di cessione dei titoli - in linea con il valore di carico, porta Intesa Sanpaolo con un anno di anticipo a superare l’obiettivo indicato nel Piano di Impresa 2018-2021 di dimezzare nel quadriennio, senza oneri straordinari per gli azionisti, i crediti deteriorati al lordo delle rettifiche di valore a un ammontare di 26,4 miliardi di euro e al 6% in rapporto al totale dei crediti alla clientela”, riporta una nota diffusa dall’istituto.

La debolezza generalizzata ha coinvolto anche Anima Holding (-1,02%) nonostante la società abbia fatto sapere che l’utile 2020 farà segnare un valore “quantomeno in linea” con i 145,8 milioni registrati nell’esercizio 2019. Il consensus degli analisti finanziari per questa voce risulta pari a 134,3 milioni di euro.

Meno 2,01% per Mediaset dopo che Pier Silvio Berlusconi ha confermato di voler costruire il polo europeo delle tv. Nel secondo semestre i ricavi pubblicitari del biscione sono cresciuti di circa il 4%.

Dal fronte titoli di Stato, lo spread Btp-Bund ha segnato un aumento dell’1,6% a 112 punti base. (in collaborazione con money.it)

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