Giovedì, 28 Gennaio 2021

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Benedetto Croce

Prima e ultima "...A riveder le stelle"

08 Dicembre 2020

Prima e ultima "...A riveder le stelle"

Prima della Scala 2020 (Il Giornale d'Italia))

Grande successo di ascolti per la Prima del Teatro alla Scala, senza pubblico ma con il contributo di tante stelle del mondo della cultura

Una Prima senza precedenti quella che si è svolta ieri al Teatro alla Scala, che come da tradizione ha aperto la stagione il giorno di Sant'Ambrogio in una Milano blindata dalla pandemia, senza rinunciare però all'opera, alla cultura, allo spettacolo e al proprio lavoro.

Con i teatri chiusi il Piermarini, annullata la Lucia di Lammermoor di Donizetti per Covid, non rinuncia alla sua Prima rilanciando uno spettacolo solo per la tv e radio, trasmesso su Rai 1, Radio3 e Raiplay in streaming mondiale con 25 star della lirica, che rappresentano un secolo di cultura e musica italiana ed europea, sotto la guida del Maestro Riccardo Chailly e dell'Orchestra e Coro del Teatro alla Scala. Un racconto sull’opera e sulla danza dal titolo "...A riveder le stelle" la cui drammaturgia è stata pensata e trasformata in spettacolo da Davide Livermore e dai suoi collaboratori, tra musica, danza e prosa. Un segnale di unità culturale che arriva dal Teatro alla Scala, prima e più importante istituzione lirica italiana, che a differenza di molti lavoratori dello spettacolo non si ferma ma si reinventa e regala al pubblico e al mondo uno spettacolo unico.

Boom di ascolti per la Prima scaligera del 7 dicembre

La Prima di quest'anno della Scala, senza pubblico in teatro e senza rappresentazioni dal vivo, ha comunque convinto il pubblico da casa, con numeri quasi da record: 2 milioni 608mila spettatori, corrispondenti al 14,7% di share medio. Secondo spettacolo più visto di sempre per la Scala, il primo resta l'opera Tosca portata in scena lo scorso anno con 2 milioni 850mila spettatori. "Anche quest'anno sono stati moltissimi gli italiani che hanno seguito la serata del 7 dicembre- è soddisfatto il sovrintendente della Scala Dominique Meyer- Quando siamo stati costretti dalla pandemia a sospendere le prove di Lucia di Lammermoor ci siamo immediatamente messi al lavoro per trovare una soluzione. Insieme alla mia squadra - ricorda – abbiamo chiamato tutti i più grandi cantanti e con il direttore musicale Riccardo Chailly abbiamo disegnato il programma, mentre Davide Livermore ha subito accettato di creare uno spettacolo di livello e Manuel Legris ha creato una nuova coreografia.Tutta la famiglia della Scala, l'Orchestra, il Coro, il Ballo, i tecnici, gli uffici, ha lavorato intensamente perché il Teatro fosse presente anche a questo Sant'Ambrogio".

Per la Prima insieme musica, arte, danza e prosa

Il Teatro alla Scala riafferma in questo modo, ancor di più con questo spettacolo e in questo momento, la centralità dell’opera e della danza per la nostra cultura e la nostra identità, a dispetto di quello che il Governo sta dimostrando in questa emergenza, chiudendo le porte a tutta la cultura, considerata un bene "non necessario". "...A riveder le stelle" ha raccontato la magistrale capacità di intrecciarsi della lirica alla prosa, alla danza, alla letteratura e alle tendenze del nostro tempo. Le arie e i momenti di danza sono state inserite in snodi tematici e collegate alla lettura di testi affidata a nomi, noti ed emergenti, del teatro e del cinema italiani. Uniche voci fuori dalla recitazione e dalla danza, quelle dei lavoratori del teatro che dai palchi hanno cantato l'inno di Mameli e della scrittrice Michela Murgia che, con le parole "l'opera è ricca, ma non per ricchi", introduce con un suo testo la parte dello spettacolo dedicata alle eroine dell’opera.

Una Prima unica, ma si spera di tornare alla normalità

"Non si poteva assolutamente non fare la Prima, non si poteva fare quella classica per cui questa mi pare la migliore soluzione - ha affermato Giuseppe Sala, sindaco di Milano e presidente del Piermarini -. Una Prima che entrerà nella storia del teatro. Una Prima con tanti elementi in cui si è sentita la mancanza soprattutto di uno: l'applauso del pubblico". Tra i protagonisti dello spettacolo non poteva mancare Placido Domingo per il suo 51mo anno di Scala e la nona “Prima”. "È stata un'esperienza unica nella mia vita e spero che rimanga tale, un onore cantare con i colleghi, ma noi cantanti abbiamo bisogno dell’applauso e il pubblico vuole essere qui con noi". Parole significative anche da parte dell'ideatore e regista dello spettacolo Davide Livermore. "La musica unisce. L'arte ci rende migliori. Ora, come allora, ripartiamo dalla cultura e dal Teatro alla Scala. Solo con l'arte si può pensare tutti insieme di ritornare a rivedere le stelle".

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