Lunedì, 18 Gennaio 2021

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Benedetto Croce

Scoperta villa romana nella Piana del Venafro durante i lavori alla linea elettrica

Terna, il gestore della rete elettrica nazionale,individuato, proprio sotto un sostegno che si accingeva a sostituire, un sito archeologico dell'epoca tardo-imperiale

03 Dicembre 2020

Scoperta villa romana nella Piana del Venafro durante i lavori alla linea elettrica

Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, in occasione di un intervento di rinnovo della linea Capriati – Presenzano, nella piana del Venafro in Molise, ha individuato, proprio sotto un sostegno che si accingeva a sostituire, un sito archeologico che ha richiesto delle indagini stratigrafiche per comprendere la natura e l’estensione delle strutture individuate in un’area di circa 900 metri quadri.

Coinvolta la Sovrintendenza, l’area è stata messa subito in sicurezza e avviato lo scavo archeologico che ha riportato alla luce l’impianto di una villa di età romana risalente al I secolo d.c. e abitata fino in epoca tardo imperiale, intorno al IV-V secolo d.c. Successivamente, e fino in età altomedievale, la villa romana ha avuto un uso sepolcrale: sono state rinvenute infatti quattro sepolture oggetto ora di uno specifico studio antropologico.

Un esame preliminare delle tecniche costruttive della villa e l’analisi dei tanti materiali rinvenuti, tra i quali numerose monete, induce a ritenere che la villa sia stata abitata fino al periodo tardo imperiale, come attesta il ritrovamento di un anello-sigillo in bronzo appartenuto a “Maecius Felix”, Patrono della città di Venafro e Governatore della provincia del Sannio tra la fine del IV e gli inizi del V sec. d. C.

Oltre agli ambienti della villa tornati alla luce, anche vasche, magazzini e canalette. E’ riemersa anche una fornace per la produzione di mattoni e tegole, appartenuta verosimilmente, stante il ritrovamento di due tegole bollate, a “M. Clodio”, epigraficamente noto in zona nel corso del I sec. d.C.

Terna, una volta riemersi i resti della villa, ha progettato, e sta già realizzando, lo spostamento del sostegno per permettere gli studi sull’area da parte degli archeologi e dei tecnici coinvolti.

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