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Chiara Ferragni posa agli Uffizi: l'influencer diventa un'opera d'arte per la copertina di Vogue Hong Kong. FOTO

Le immagini che ritraggono l'imprenditrice in abiti Prada sono state realizzate dal fotografo di moda Michal Pudelka.

21 Ottobre 2020

Chiara Ferragni posa agli Uffizi: l'influencer diventa un'opera d'arte per la copertina di Vogue Hong Kong. FOTO

Chiara Ferragni (fonte profilo Instagram chiaraferragni)

Chiara Ferragni, l'influencer e impreditrice digitale italiana più famosa del mondo, posa agli Uffizi e diventa un'opera d'arte per la nuova copertina di Vogue Hong Kong.

Il servizio fotografico aveva fatto scalpore quando era stato annunciato, ma oggi Chiara Ferragni ha pubblicato su Instagram le foto realizzate per Vogue agli Uffizi: fanno parte di un servizio fotografico in uscita nell’edizione di Hong Kong della rivista.

https://www.instagram.com/p/CGmUXcJBx5Z/?utm_source=ig_web_copy_link

"Sono così felice di poter finalmente condividere queste meravigliose foto scattate all'interno di uno dei più prestigiosi musei nel mondo, la Galleria degli Uffizi, con Vogue Hong Kong. Sono stata invitata dalla 'First Initiative Foundation' per scattare delle foto accanto ad alcune delle opere più iconiche di Botticelli per celebrare 'Botticelli e Il suo tempo- Capolavori degli Uffizi', una mostra che verrà presentata il 23 ottobre al Museo d'Arte di Hong Kong. Grazie a Michael Pudelka e a tutto il team di Vogue per aver realizzato questo fantastico sogno". Sono queste le parole con cui, attraverso un post sul suo profilo Instagram, Chiara Ferragni ha informato i suoi 21 milioni di follower della sua collaborazione con Vogue Hong Kong e con la Galleria degli Uffizi.

Sul sito di Vogue Hong Kong, inoltre, si fa riferimento a una cooperazione tra la Ferragni, gli Uffizi, la fondazione benefica Leader Charity Foundation e il consolato italiano a Hong Kong per la mostra dedicata al Quattrocento fiorentino alla quale la Galleria presterà circa 40 opere, compresi diversi dipinti di Sandro Botticelli.

Le immagini in cui la Ferragni è ritratta in abiti Prada sono state realizzate dal fotografo di moda nato a Bratislava e a Londra Michal Pudelka. Negli scatti ricorre il motivo della cornice che inquadra la giovane impreditrice che così si trasforma in un’opera d’arte.

Questa collaborazione è solo uno dei tanti contributi che l'influencer ha dato con l'obiettivo di sostenere la Galleria e risollevare il turismo italiano in questo difficile periodo storico.

Chiara Ferragni, l'influencer della cultura e dell'arte

Dopo la visita di Chiara Ferragni alla Galleria degli Uffizi il 20 luglio di quest'anno, il museo aveva registrato un boom di giovani visitatori: oltre all’inedito dato degli Uffizi trend topic su Instagram e Twitter, ben 9.312 visitatori erano accorsi in Galleria.

"Oltre al dato della crescita generale, che per la prima volta dalla riapertura post lockdown testimonial indica più di 3000 persone al giorno di sabato e domenica, annotiamo com immenso piacere un vero e proprio boom di giovani in museo: da venerdì a domenica abbiamo avuto tremilaseicento tra bambini e ragazzi fino a 25 anni. Nel weekend passato erano stati 2.839: dunque, stavolta sono venuti a trovarci 761 ragazzi in più, con un aumento del 27%". Così il direttore degli Uffizi Eike Schmidt aveva commentato i dati raggiunti in seguito alla visita dell'imprenditrice. Un vero e proprio "Effetto Ferragni", dai molteplici risvolti positivi.

Nonostante il suo sostegno alla Galleria e al turismo italiano in generale, per il quale è stata anche insignita del Leone d'Oro dalla città di Venezia, tante sono state le polemiche e le accuse mosse contro la Ferragni.

Chiara Ferragni, la sua visita agli Uffizi tra polemica e riconoscimenti

Già nel mese di luglio il selfie che ritraeva l’influencer agli Uffizi di Firenze accanto al ‘La Venere’ di Botticelli scatenò una feroce polemica. Tra gli studiosi, c'era chi come Tommaso Montanari criticava "l'operazione” sostenendo che fosse diventata la Primavera di Botticelli una "testimonial alla Ferragni” e non l’inverso.

A difendere la Ferragni non solo suo marito Fedez che sui social scriveva: "Chiara Ferragni agli Uffizi: Scandalo! Ma allora dite semplicemente che vi sta sui cogl**ni a prescindere e pace fatta", ma anche personaggi politici e lo stesso direttore della Galleria degli Uffizi.

"Chiara Ferragni è una risorsa di questo Paese. Non condivido, ma soprattutto non capisco, chi in questo Paese sa solo lamentarsi, criticare e ‘sputare’ sentenze e giudizi. La presenza di Chiara Ferragni nei nostri musei è uno straordinario messaggio positivo per le nostre bellezze culturali e museali italiane. Abbiamo una giovane imprenditrice che ha già ampiamente dimostrato il suo valore e che porta il Made in Italy nel mondo. Fattore ancor più importante e determinante ora che il turismo dall’estero ha subito una flessione importante”, scriveva su Facebook il viceministro dello Sviluppo economico, Stefano Buffagni.

“I numeri presentati dal direttore degli Uffizi“, sottolineva l’esponente M5S, “sono la miglior risposta agli odiatori di professione e ad un certo giornalismo italiano che sguazza nelle polemiche gratuite e nell’auto-denigrazione invece di riconoscere il valore di Chiara Ferragni. Impariamo ad amare questo Paese straordinario in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere!”.

"Che senso ha insultare chi, in un modo o nell’altro, contribuisce a far conoscere al mondo il nostro inestimabile patrimonio artistico e culturale? Promuovere l’arte e il turismo, soprattutto in questi tempi difficili, deve essere una battaglia di tutti”. Lo scriveva su Twitter Giorgia Meloni, leader di Fdi.

A difendere l'influencer anche il direttore stesso della Galleria: "Le stories di Chiara Ferragni sugli Uffizi hanno avuto 550mila apprezzamenti in poche ore, per lo più da persone che per la prima volta stabilivano una relazione emozionale col nostro patrimonio. E sotto il nostro post, nell’arco di 24 ore , abbiamo avuto 2.000 critiche ma anche 30mila like. Questa polemica ha dimostrato due cose: che il mondo della cultura è pieno di maschilismo, oltre che del ‘puzzalnasismo’ di chi si sente un’élite esclusiva", dichiara il dirretore Schmidt intervistato da 'Repubblica'.

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