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Speranza: le mascherine non devono smettere di essere usate

Le mascherine rimarranno per sempre?

Di Diego Fusaro

22 Luglio 2022

Speranza: le mascherine non devono smettere di essere usate

sempre lucido ministro Speranza, col suo sguardo pensoso e riflessivo, ha affermato che le mascherine devono continuare a essere indispensabili. Non lo ha detto, ma non è poi difficile coglierlo tra le righe nelle sue parole: le mascherine dovranno rimanere tra noi per molto tempo ancora, idealmente anche per sempre, perché esse rappresentano parte integrante della nuova normalità del capitalismo terapeutico. Esattamente come per altre misure dell'emergenza che abbiamo appreso a conoscere in questi due anni, anche le mascherine sono un fine più che un mezzo: presentate come un mezzo di protezione medica dall'emergenza epidemica, svolgono anche e non secondariamente una funzione politica che non deve essere in alcun modo trascurata e sulla quale più volte abbiamo richiamato l'attenzione. Intanto, cancellano il volto, che è ciò che più ci rende umani distinguendoci, come già sapeva Cicerone, dagli animali, che solo hanno il muso. La società del transumanesimo è la società che cancella i volti, rimuovendo ogni traccia di umanità e presentando ciò come una grande conquista del progresso universale. Inoltre, la mascherina sul volto è l'equivalente di senso delle vecchie uniformi dei regimi totalitari novecenteschi: in un regime governato dalla tecnica e dall'ideologia scientifica, in luogo della camicia nera troviamo la mascherina coprivolto, simbolo del nuovo potere in cui i più si identificano esibendola con orgoglio. Come se non bastasse, la mascherina sul volto segnala ai sudditi del regime terapeutico che l'emergenza non è finita, e che anzi essa persiste e che dunque occorre attenersi docilmente alle norme del nuovo ordine terapeuticamente corretto. Le persone che camminano per strada o che frequentano i luoghi pubblici calzando il coprivolto segnalano a sé e agli altri che l'emergenza prosegue e che l'altro è un nemico da isolare e da tenere a distanza: homo homini virus. Fanno cioè valere un richiamo visivo immediato della nuova antropologia fondativa del capitalismo terapeutico: quella che, portando a compimento le tendenze neoliberali, produce l'abolizione del prossimo, ridotto al rango di virus che deve essere distanziato quanto più possibile.

di Diego Fusaro

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